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6 Ottobre 2013

Non mentirò mai più…
di Eva Ziedan

Qui a Gaziantep ci siamo incontrati. Ci siamo ritrovati con giovani attivisti provenienti da ogni città della Siria. Ascoltiamo, discutiamo, ridiamo e quando raccontiamo le nostre storie, ci abbracciamo con gli occhi e diventiamo una famiglia come se ci conoscessimo da anni.

Ora scrivo mentre Arslan sta parlando. Arslan è arrivato ieri, ma io non l’ho visto. Appena entro, chiedo: “Dov’è Arslan?”.  È un altro attivista appena arrivato dalla Siria.

Mi sorprende perché non è giovane come gli altri, forse ha più di 50 anni. Comincia a presentarsi: “Sono Arslan Ayyub”. Quando pronuncia il suo cognome, il mio cuore comincia a battere più forte.

Inizio a ricordare il suo viso, ma l’immagine non è ancora chiara.

“Sono stato rinchiuso per otto anni nelle prigioni di Asad. Ero nel partito comunista.” – aggiunge Arslan.

Ora l’immagine mi è chiara. “Io ti conosco Arslan, ti avevo già visto, ricordo questi baffi. Sì, sei il grande Arslan. Mio zio mi ha sempre parlato di te, eravate in prigione assieme”. Gli dico tutto questo con gli occhi, senza parlare.

Mi guarda e mi chiede: “Mi conosci?”.

Faccio di sì con la testa senza aggiungere altro.

Adesso sta continuando il suo discorso ai giovani. Ma io non ti sto ascoltando, Arslan, la scena mi ha rubato. Vederti con i giovani e il fatto che i lunghi anni di lotta non ti hanno mai stancato, questo ha confuso la mia memoria.

Mi viene in mente quando ho fatto il corso per ottenere la tessera di guida turistica in Siria. Avevo passato l’esame scritto e orale, ma prima di darmi la tessera mi convocarono nell’ufficio dei servizi di sicurezza.

“Com’è la tua relazione con tuo zio?”, mi chiese un poliziotto.

La mia voce era schiacciata. Cosa devo dire? Gli dico che mio zio è la persona più importante della mia vita? Gli dico che se aprite il mio portafoglio trovate la sua foto? Ma io dovevo prendere quella tessera, dovevo lavorare.

- Com’è la tua relazione con tuo zio? – mi ripeté.

- Normale.

- Sei influenzata da lui politicamente?

Volevo dirgli “Sì”.  Che a 14 anni avevo letto “Il Materialismo dialettico”, che non lo capivo, ma lo conoscevo a memoria, perché amavo mio zio e volevo fargli vedere quanto ero fiera di lui.

- Sei influenzata da lui politicamente?

- No, non so nulla di politica.

Mi fecero passare l’esame, poi sono diventata guida turistica, ma non ho mai dimenticato quel giorno.

Arslan, quando la vera rivoluzione vincerà, e quando farò di nuovo la guida turistica, porterò i turisti a Palmira. Ma non solo alle rovine romane. Li porterò a vedere anche la prigione sotterranea: parlerò anche di voi, Arslan.

Io vi conosco, sì che vi conosco e sono fiera di voi, qualsiasi cosa siete: comunisti, nazionalisti o altro ancora. Nessun lavoro al mondo mi farà mentire ancora.

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