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martedì 16 luglio 2013

Come ad Aleppo I Cristiani Rischiano la Vita per un Po' di Pane
Un testimone la cui identità è mantenuta anonima.

Siccome nei quartieri cristiani di Aleppo  non c'è pane, né carne o neppure  lattine di qualsiasi cibo conservato , amici  curdi e musulmani mi  hanno esortato ad unirmi a loro per una intrusione nel quartiere  Bustan al-Qasr, settore della città di Aleppo attualmente controllata da  Al-Djabhat Nosra, al fine di rifornirmi con i prodotti che vendono nella loro zona, a prezzi  più "normali" che in quelli praticati nelle zone che non stanno sotto il loro  controllo.

Dopo molte esitazioni e tanta preghiera personale, soprattutto a causa del fatto che ospitiamo in casa una persona anziana e che il resto della famiglia  manca di qualsiasi rifornimento,  ho accettato di unirmi alla spedizione,  dopo che i miei amici mi hanno garantito di stare con me per tutto il viaggio. Ho preso prima due precauzioni: rimuovendo la croce che io di solito indosso intorno al collo, e  separandomi dal mio cellulare.

Per arrivarci, abbiamo preso un pulmino che ci avrebbe lasciato a quasi 700 metri dal checkpoint  di controllo  all'accesso al mercato. Nell’avvicinarci,  subito abbiamo visto centinaia di uomini anziani, donne, e bambini che aspettavano il loro turno. Nessun giovane nei ranghi, per paura di essere reclutati nelle milizie.

Nell’avanzare, ci siamo subito trovati coinvolti nella minaccia di un cecchino dell'esercito arabo siriano posizionato sul terrazzo del Governatorato di Aleppo e di quella di un miliziano di Djabhat al-Nosra posizionato di fronte, a un altro livello . La gente correva in tutte le direzioni per evitare di essere presa di mira da questi criminali.

Raggiunta la barriera, ci ritroviamo con preoccupazione di fronte  ai giovani miliziani  di Djabhat el-Nosra tutti  armati e, tra loro, un ceceno che ha pronunciato qualche parola in arabo letterario, per chiedere agli interrogati  di pronunciare la "Fatiha "per garantire che fossero effettivamente  musulmani.

Grazie ai miei amici musulmani, siamo riusciti ad entrare nel mercato in cui le merci sono  esposte a prezzi molto diversi da quelle praticati nel  mercato nero nel nostro quartiere ( la zona controllata dal Governo):  la bombola del gas era £ 1400 siriane, invece di 15.000 LS. La benzina era esposta a  £ 200 siriane invece di 2000 LS a cui da noi  la vendono. Le verdure, diventate così scarse in casa nostra, sono qui scambiate a 60 LS al chilo i pomodori, al posto dei LS 500 per lo stessa quantità nel nostro settore, la patata è a 40 lire siriane, invece di 400 £ a noi richieste nel nostro quartiere. La carne è venduta a £ 700  contro le 3000 da noi. Il pane è  venduto qui solo a 25 lire al chilo contro 500 lire siriane al kg nella nostra zona. Il formaggio è  offerto a 200 contro le 1500 £ siriane per chilogrammo.

Rispetto ad altre zone della città, il mercato, sotto il controllo di al-Djabhat Nosra, offre una vasta gamma di prodotti, ma la maggior parte dei prodotti, con l'eccezione di pomodori, cetrioli, patate e pane, non può essere acquistata senza che l'acquirente abbia precedentemente insultato il presidente Bashar Assad ed elogiato il Fronte al- Nosra davanti alle telecamere.

Sotto i miei occhi, i miliziani hanno arrestato un uomo che aveva nascosto sotto la camicia un po’ di carne, lo hanno spogliato  prima di aggredirlo  con la carne. Una donna completamente velata è stata anch’essa arrestata per aver nascosto sotto i suoi vestiti del formaggio. 

I miei amici curdi vengono qui quasi ogni giorno. Mi hanno detto che il Venerdì precedente, tutti gli acquirenti hanno dovuto pregare Allah in strada. I Cristiani presenti tra gli acquirenti dovevano fare una parvenza di pregare, in modo da non essere riconosciuti come non-musulmani.

Usciti dal mercato c’è un’ altra grande prova: gli acquirenti (per tornare al quartiere che sta sotto il controllo governativo) devono passare sotto un fuoco di fila di giovani miliziani barbuti e armati, che impugnano striscioni neri con la scritta, "non c'è altro Dio che Allah e Maometto è il suo profeta", e questo requisito è accompagnato da umiliazioni e insulti: " voi siete i  maiali di Bashar ", o invettive," andate da Bashar, che vi dia lui da mangiare ", o ancora " Aleppo sarà presto liberata  e sarà applicata la Shariah  con la Jizya per i non-sunniti  (cristiani, drusi, alawiti ....)

Questi sono gli uomini che l'Occidente ha preparato per la Siria, quelli che ha finanziato e armato, quelli  che hanno rapito i due Vescovi ortodossi, quelli che hanno distrutto le chiese di Deir Zor, di Homs e di Aleppo; 

quelli che recentemente hanno tagliato la testa e le mani della Statua della Vergine a Qnayyeh e mirato  sul suo cuore. 

Questi, "takfiristi" figli dell’Occidente, un giorno non esiteranno a rivoltarsi contro i loro padroni in Europa e in America, nello stesso modo in cui, un giorno, i "mamelucchi" si sono  rivoltati  contro i "Fatimidi" loro padroni, che li avevano armati.

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