http://www.internazionale.it
30 agosto 2013 17.54

Cari americani, siete nei guai

Una lettera del presidente siriano Bashar al Assad, pubblicata dal settimanale satirico statunitense The Onion.

Bene, eccoci qui. Si combatte da due anni, più di centomila persone sono morte, non si intravede la fine di questa guerra e una settimana fa ho usato le armi chimiche contro il mio popolo. Se non farete niente, migliaia di siriani moriranno. Se farete qualcosa, migliaia di siriani moriranno. Da un punto di vista morale, quei morti vi aspettano, in ogni caso.

Allora, tocca a voi Stati Uniti. Cosa succederà adesso?

Ho dato un’occhiata alle vostre opzioni, e voglio essere sincero, mi dispiace per voi. Sotto il profilo strategico, non avete certo l’imbarazzo della scelta. Insomma, Dio santo, ci sono tante di quelle variabili da considerare, tante di quelle strade da scegliere, ognuna zeppa di pericoli e ognuna segnata dalla concreta possibilità che qualsiasi cosa decidiate di fare vi si ritorcerà contro in maniera molto, molto pesante. È un classico casino, ecco cos’è! E adesso dovete prendere una decisione che vi risulti digeribile.

Allora, da dove cominciamo? Be’, questa è solo la punta dell’iceberg, ma cominciamo dal fatto che la mia alleanza con Russia e Cina significa che nessuna delle vostre decisioni avrà il sostegno ufficiale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Con questo ho già eliminato la possibilità di una coalizione unita con una parvenza di legalità, com’è stato nel caso della Libia o della prima guerra del Golfo. Bum. Andata. Questa possibilità non è più sul tavolo.

Ora, diciamo che non vi importa, e che decidiate di avviare, be’, non saprei, una campagna di bombardamenti. Capisco che questa possa sembrare per voi un’opzione allettante. Niente scarponi sul campo di battaglia, si manda un messaggio chiaro, potreste danneggiare qualche infrastruttura del mio governo, ed è un modo veloce, pulito e facile di punirmi e farvi apparire forti di fronte alla mia inimmaginabile tirannide. Ma siamo realistici. Per essere davvero devastanti per il mio regime, questi bombardamenti dovrebbero fare una grande quantità di vittime innocenti, come succede sempre in questi casi. E immagino che in questi casi quelli come voi tendono a sentirsi in colpa, soprattutto se si tiene conto del fatto che avete imbracciato le armi proprio perché ho ucciso dei siriani innocenti. Tra l’altro, finireste per alimentare un bel po’ di odio antiamericano, creando probabilmente un’intera nuova generazione di jihadisti di origini siriane pronti a punire gli Stati Uniti per le loro azioni da guerrafondai eccetera eccetera.

Ok, cos’altro? Be’, potreste giocare di strategia e sperare che un numero limitato di raid aerei alle mie installazioni militari più importanti riescano a convincermi a non usare più le armi chimiche, ma andiamo, guardatemi bene: sono spietato, sono disperato, e farò di tutto per restare al potere. Non ci penserò due volte a usare ancora le armi chimiche. Lo sapete. E io so che lo sapete. Io vi vorrei aiutare, ragazzi, ma voi dovreste essere realisti. Fidatevi di me, a questo punto non c’è modo di darmi una lezione. Capito? Mi sono spinto troppo oltre. Davvero troppo.

Oh, e so che alcuni di voi pensano che la soluzione potrebbe essere una no-fly zone, ma voi e io sappiamo che non potreste sobbarcarvi il miliardo di dollari al mese che vi costerebbe, quindi salutate anche questa opzione.

Andiamo avanti.

Immagino che potreste sempre rinunciare a un’azione militare. Ma come si fa? Ho pompato sarin nei polmoni del mio popolo, per amor del cielo! Non potete farmela passare liscia, vero? Insomma, forse potreste farlo, e risparmiarvi tutto questo mal di testa, ma finireste per perdere quel poco di superiorità morale sulla scena internazionale che vi resta e trasformare in un mucchio di ipocrisie tutto quello che va dalla Convenzione di Ginevra alla reputazione degli Stati Uniti come baluardo di libertà e democrazia in tutto il mondo.

E visto che stiamo tirando fuori un po’ di tutto, consideriamo per un momento l’ipotesi di un’invasione di terra. Ora, anche se voi riusciste a trovare un modo ragionevole per finanziare un’invasione di terra, e sono abbastanza sicuro che non ci riuscireste, quale sarebbe di preciso l’obiettivo di una simile invasione sul lungo periodo? Immagino ci sia la possibilità di venire qui e cacciarmi via, e la cosa finirebbe lì. È possibile. Così come è possibile avvistare nella giungla una maestosa tigre bianca del Bengala. Oppure, cosa più probabile, potreste ritrovarvi impantanati nel bel mezzo di una guerra civile che si trascina per quindici anni e innesca altri disordini nella regione, causando ulteriori cadaveri per il vostro paese e il mio, e un odio ancora più virulento contro l’America. In effetti questa opzione non dovrebbe proprio essere presa in considerazione.

Ah, e a proposito della possibilità di rovesciarmi, diciamo – giusto per divertirci – che domani in qualche modo io venissi cacciato. Chi comanderebbe? Metà di questi gruppi di ribelli si rifiutano di collaborare tra loro ed è sempre più difficile capire quali di essi siano solo estremisti islamici che sperano di colmare un potenziale vuoto di potere. Se dovessi cadere, ci sono cristiani, sunniti e sciiti pronti a combattersi tra loro per prendere il controllo. Pensate davvero di riuscire a districarvi nel mezzo di questo caos quando cercherete di costruire un nuovo governo? Non penso proprio.

Alla fine siete in un bel casino, vero? Devo ammettere che non vi invidio affatto. Sono proprio curioso di vedere come ve la caverete.

Vi lascio con questa confessione: sono pazzo. Non abbastanza pazzo da sembrare evidente a tutto il mondo che non posso continuare a governare il mio paese. Se così fosse, per voi sarebbe tutto più facile. No, purtroppo io sono abbastanza sano di mente ed equilibrato per restare al potere ed escogitare strategie militari e politiche adottando al tempo stesso degli standard morali che solo un sociopatico perverso sarebbe in grado di adottare. E tuttavia sono pazzo, scegliete pure come usare quest’informazione.

Per farla breve, sto facendo del mio meglio per restare al potere nel mio paese, costi quel che costi. Se questo significa bombardare intere città, uccidere bambini piccoli o sparare agli ispettori dell’Onu, ok. Ho intenzione di tirarla per le lunghe. E voi farete… qualsiasi cosa abbiate intenzione di fare, dipende solo da voi. A voi la prossima mossa.

Comunque fatemi sapere quello che deciderete di fare. Vi aspetto.

Bashar al Assad

top