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25/10/2013 07:45

Salvate la popolazione innocente di Qalamoun
di Mons. Silwanos Boutros Naameh

Da quattro giorni i villaggi sono assediati dai ribelli jihadisti e sono senza cibo, medicine, elettricità e comunicazione. I ribelli appartengono al gruppo Liwa al-Islam, sostenuto dall'Arabia saudita. Il vescovo domanda che sia garantito un corridoio umanitario alla popolazione e prega anche gli assedianti perché "abbiano pietà".

Beirut (AsiaNews) - Il vescovo siro-ortodosso Silwanos Boutros Naameh ha lanciato un appello perché le popolazioni di Sadad  e Hofar, nella regione di Qalamoun (Siria occidentale, a ridosso del Libano), circa 3mila persone, siano risparmiate, liberate dall'assedio, e possano essere trasferiti in luoghi sicuri vicino ad Homs.

Il vescovo si rivolge a tutte le personalità religiose del mondo e a tutti i responsabili delle nazioni, oltre che agli uomini di buona volontà perché la gente - che da giorni è obbligata a rimanere chiusa in casa, senza cibo o medicine - possa scampare all'assedio.

La zona di Qalamoun è dominata dai ribelli islamisti di Liwa al-Islam, comandati da Zahran Aloush, sostenuto finanziariamente e militarmente dall'Arabia saudita. L'occupazione di Qalamoun è la premessa per lanciare una nuova guerra contro l'esercito siriano e gli Hezbollah libanesi, che sottometterebbe agli islamisti jihadisti  l'area della Bekaa e le vie di comunicazione fra Homs e Damasco.

Pubblichiamo si seguito l'appello di mons. Silwanos e chiediamo, come lui di diffonderlo ovunque nel mondo.

Alle istituzioni e organizzazioni umanitarie e religiose nel mondo, come pure alle persone che hanno un ruolo umanitario e sono di buona volontà

 Io vi indirizzo questo appello in nome di uomini, donne, bambini, giovani e ragazze innocenti, che si trovano al momento assediati in zone irraggiungibili, da dove essi non possono uscire e dove noi non possiamo raggiungere.

Si tratta dei villaggi di Sadad e Hofar nella regione di Qalamoun in Siria. Noi vi indirizziamo queste parole per domandarvi di lanciare degli appelli ai responsabili dell'assedio, che proibiscono l'uscita della popolazione e perché essi accettino un dialogo, al fine di facilitare la partenza in tutta sicurezza della popolazione in qualunque direzione, sia verso il convento di Al-Attieh, sia in direzione della città di Homs, dove noi potremmo accoglierla.

Io supplico tutti coloro che sono membri di Organizzazioni influenti nel mondo e coloro che hanno contatto coi partiti [in guerra] di fare pressione sugli assedianti  e di parlamentare con loro, perché facilitino la trasmissione di questa richiesta e la liberazione in tutta sicurezza della popolazione presa in ostaggio, sebbene finora la più parte di essi non ha ancora subito alcun abuso.

Da quattro giorni questa popolazione è assediata, senza elettricità, senza acqua, senza comunicazioni; essa non dispone che di poco cibo, e fra loro vi sono bambini che mancano di latte e malati che hanno bisogno di medicine.

La popolazione assediata è di circa 3mila persone. I gruppi assedianti proibiscono loro di uscire dalle loro case; al contrario, fanno pressione si di loro perché essi non lascino le loro abitazioni, a dispetto di quanto promettono a voce.

Noi imploriamo aiuto e sostegno attivo a tutte le Organizzazioni, a tutti i figli delle nostre Chiese sparse nel mondo. Aiutateci e cooperate con noi in un modo adatto e senza dichiarazioni che possono influenzare la sicurezza degli assediati e dei residenti in Siria. Il nostro popolo non lo dimenticherà mai.

 Lo riaffermo, precisando le nostre buone intenzioni, per non mettere a rischio la sicurezza dei nostri vicini: diffondete questo appello sui vostri blog e sui vostri siti, trasmettetelo ai giornali, alle riviste e agli altri mezzi di informazione. Inviatelo anche a tutti coloro che potrebbero avere un ruolo positivo per la soluzione che includa la loro liberazione.

 Da parte nostra, nella nostra missione, noi ripetiamo in nome di Dio, il nostro appello ai gruppi assedianti perché abbiano pietà di questi innocenti che non hanno alcuna responsabilità in questa tragedia, affinché li lascino uscire sani e salvi, riservando loro un trattamento buono. Noi domandiamo a Dio di dare a queste popolazioni innocenti la pazienza, la forza, la speranza, il coraggio, la salute e il vigore... Signore, Signore, Signore, non abbandonarli.

 Mons. Silwanos, vescovo siro-ortodosso

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