Now Lebanon – September 8, 2013 - Mentre continua il dibattito mondiale sugli attacchi con gas Sarin del 21 agosto in Siria, il destino delle scorte rimanenti del regime di Assad rimane sconosciuto. Le armi chimiche della Siria sono già state spostate all'interno del paese stesso, e crescono le preoccupazioni per i trasferimenti transfrontalieri. All'inizio di quest'anno, l'esercito americano ha ammesso di aver perso le tracce di alcune delle riserve del regime, che comprendono gas sarin e gas mostarda, così come agenti nervini VX. Aram Nerguizian, esperto di sicurezza e senior fellow presso il Centro per gli Studi Strategici e Internazionali, ha detto a NOW che perdere traccia di armi che non sono state ben documentate è prevedibile. "Questa è la dinamica, in un conflitto disordinato dove nulla rimane sulla griglia per sempre", ha detto Nerguizian. Timothee Germain, ricercatore presso il Centro Studi per la Sicurezza Internazionale e il Controllo degli Armamenti, ha spiegato che un motivo per cui le scorte stanno uscendo dalla griglia, potrebbe essere che il regime ha consolidato molti dei suoi siti di stoccaggio più piccoli, in siti più grandi, per rispondere alle conquiste territoriali dei ribelli." More>


repubblica.it - 09 settembre 2013 - "Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima" aveva dichiarato il segretario di stato americano John Kerry a Londra dove si trovava per incontrare il ministro degli esteri britannico William Hague. More>


Now Lebanon – AFP - Sept 9, 2013 - Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha proposto Lunedi al regime siriano un modo per allontanare la minaccia di un'azione militare; raccogliere le armi chimiche sotto il controllo internazionale perchè poi vengano distrutte. Lavrov ha dichiarato di aver già fatto la proposta al ministro siriano degli Esteri Muallem e ora spera in una "risposta rapida e positiva" dalla Siria. More>


http://www.agi.it
17:50 09 SET 2013

Mosca salva Damasco, l’arsenale chimico sarà sotto controllo Onu

(AGI) - Mosca, 8 set. - Il regime siriano ha accolto con favore la proposta russa di porre i propri arsenali di armi chimiche sotto controllo internazionale. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, siriano, Walid al-Mouallem. L'iniziativa diplomatica della Russia per sventare un attacco militare Usa in Siria era partita dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che aveva chiesto al regime alleato di Bashar al-Assad di aderire all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac) e di permettere all'Onu di mettere sotto controllo i suoi arsenali chimici in vista di una loro distruzione.

Lavrov ha anche offerto la disponibilita' russa a collaborare per mettere sotto controllo le armi chimiche siriane, "se questo servira' a evitare un attacco militare".
  Poche ore prima, lo stesso segretario di Stato americano, John Kerry, aveva avvertito che il regime siriano puo' ancora evitare l'attacco militare se consegnera' alla comunita' internazionale le armi chimiche entro una settimana, ma poi aveva escluso che cio' possa avvenire. "Il punto", ha precisato un portavoce, "e' che non ci si puo' fidare di questo brutale dittatore abituato a travisare i fatti per quanto riguarda la consegna delle armi chimiche perche' altrimenti le avrebbe consegnate gia' da tempo".
 

In Siria "i rischi che si corrono a non agire sono superiori a quelli di un intervento militare" ha affermato Kerry a Londra, al termine di un colloquio con il collega britannico, Willim Hague.
  Intanto, l'Italia riabraccia Domenico Quirico, l'inviato della Stampa rilasciato dopo cinque mesi di sequestro in Siria e oggi ricevuto dal premier Enrico Letta. Il suo compagno di prigionia, l'insegnante belga Pierre Piccinin, ha detto di aver origliato una conversazione dei ribelli che li tenevano in ostaggio in cui si diceva che l'attacco chimico del 21 agosto e' stato fatto dall'opposizione per far cadere la colpa sul regime.

"Non e' stato il governo di Bashar al-Assad a usare gas sarin o altri gas nei combattimenti alla periferia di Damasco", ha dichiarato in un'intervista, "ne siamo certi perche' abbiamo ascoltato una conversazione dei ribelli". Per Quirico, pero', non ci sono elementi per dire che quelle affermazioni fossero attendibili.
  L'attesa adesso e' tutta rivolta al voto del Congresso Usa: il Senato potrebbe dare il suo via libera a un attaccon in Siria gia' mercoledi' mentre la Camera dei rappresentanti, dove il si' non e' scontato (meta' dei 433 deputati sono indecisi) potrebbe pronunciarsi solo la prossima settimana.

top