L'Huffington Post  
13/08/2013

Manifestazioni contro i jihadisti a Raqqa per la liberazione del gesuita

Mentre le sorti di padre Paolo Dall'Oglio sono ancora incerte, si aggiungono nuove voci a chiedere la liberazione del gesuita scomparso nella città di Raqqa il 28 luglio scorso. Sono le voci degli stessi cittadini di Raqqa, nel nord della Siria, che nelle ultime settimane hanno tenuto diverse manifestazioni per chiedere il rilascio di “centinaia di persone scomparse” che si ritiene essere detenute dai ribelli jihadisti, tra i quali padre Paolo Dall'Oglio. Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), citando testimoni nella città che è l'unico capoluogo di provincia da cui le forze lealiste si sono dovute ritirare.

Dall'Oglio, ricorda l'ong, è scomparso lunedì 28 luglio dopo essersi recato al quartier generale dello Stato islamico dell'Iraq e del Levante - organizzazione di Al Qaida in Iraq e in Siria - nel palazzo del governatorato nella città di Raqqa. In precedenza attivisti che avevano accompagnato il gesuita in Siria avevano riferito che Padre Paolo era uscito dalla città per recarsi in un posto sconosciuto ad incontrare il capo dell'organizzazione jihadista, Abu Bakr al Baghdadi.

“Da due settimane a Raqqa si manifesta per chiedere la liberazione di centinaia di civili rapiti dall’Isis (Stato islamico dell'Iraq e del Levante, organizzazione di Al Qaida in Iraq e in Siria, ndr)”, spiegano fonti dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.

L’organizzazione non governativa (che ha il suo quartier generale in Gran Bretagna) descrive padre Dall’Oglio come un “messaggero di pace” e un “amico dell’opposizione siriana” al regime del presidente Bashar al-Assad.

Al Arabiya scrive che Dall’Oglio è noto “per il suo carisma e i suoi buoni rapporti con gli attivisti pacifici anti-Assad” e per aver esortato in passato “diversi funzionari arabi e occidentali a sostenere l’opposizione democratica per il timore di un’impennata dell’islamismo radicale”.

Secondo l’Osservatorio per i Diritti Siriani, l’insofferenza dei cittadini di Raqqa verso i jihadisti è cresciuta nel corso degli ultimi giorni.

Durante le proteste – spiega ancora l’Osservatorio – i dimostranti hanno esortato i jihadisti a lasciare l’aria. “La Siria è libera! Lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante se ne deve andare!”.

All’alba della rivolta – ricorda l’organizzazione – quando gli oppositori al regime avevano un disperato bisogno di aiuto, da qualsiasi parte venisse – i combattenti jihadisti erano i benvenuti. Ma i troppi abusi – tra cui il sequestro di “centinaia di persone” – stanno accendendo sentimenti negativi contro i qaedisti, soprattutto in quelle aree del Nord che stanno sfuggendo al controllo dell’esercito.

Secondo la onlus, le proteste dei cittadini sarebbero state provocate anche da scontri avvenuti in città tra miliziani dello Stato islamico e di altri gruppi ribelli. In almeno una occasione, la settimana scorsa, i manifestanti si sarebbero diretti verso il quartier generale dei jihadisti legati ad Al Qaida gridando slogan come "La Siria è libera, Stato islamico vattene".

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