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https://now.mmedia.me
August 26, 2013

Che cosa farà l'Iran?
By Hanin Ghaddar
chief editor

In caso di attacco contro Assad, l'Iran sarà paralizzato

Mentre più indicazioni mostrano che la comunità internazionale si sta dirigendo verso una sorta di attacco contro la Siria, la preoccupazione principale è ora l'Iran. La Repubblica Islamica potrebbe non reagire direttamente ai bombardamenti di Israele o Giordania, certamente farà del suo meglio per proteggere i suoi interessi in Siria.

Pertanto, gli Stati Uniti hanno bisogno di assicurarsi che ci sia un piano in atto per controllare qualsiasi reazione iraniana in Siria dopo l'eventuale attacco militare. Ciò richiede una strategia a lungo termine per la Siria, che dovrebbe anche prendere in considerazione l’accresciuta tensione tra sunniti e sciiti in Siria e Libano.

L’obiettivo dell'Iran in Siria non è di proteggere il regime di Assad. L'Iran vuole assicurarsi di non perdere il vantaggio territoriale in Siria, soprattutto collegando il Libano a Damasco e alla costa attraverso Qusayr e Homs. Con o senza Assad e il suo regime, faranno di tutto per mantenerlo, anche se devono lottare fino all'ultimo sunnita in Siria e l'ultimo sciita in Libano, e questo deve essere affrontato durante e dopo un attacco militare. Altri scontri sunniti-sciiti potrebbero essere un’ulteriore conseguenza.

Tuttavia, non sarà un compito facile per l'Iran mantenere la sua influenza. La Russia ha già fatto marcia indietro, e anche se il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha detto che "un’azione militare contro la Siria senza l'approvazione delle Nazioni Unite è una grave violazione del diritto internazionale." Ha anche assicurato che la Russia "non ha intenzione di andare in guerra con nessuno".

Un attacco militare cambia il gioco, soprattutto per la Russia. Probabilmente uccidendo qualsiasi iniziativa diplomatica, incluso Ginevra II, il che significa che la Russia perderà un serio vantaggio in Siria. Questo significa anche che la Russia perderà le sue pedine di scambio che potrebbero aver procurato loro il consenso politico o economico di cui hanno bisogno. Ma non significa che la Russia si confronterà militarmente con gli Stati Uniti, le perdite in questo caso sarebbero molto più gravi.

Per quanto riguarda il regime siriano, ha dimostrato che non ha mai e non potrà mai attaccare Israele. Il diritto di rispondere è tutto ciò che è stato acquisito su questo fronte. Ma sarà l'Iran a farlo? La risposta è probabilmente no: l'Iran non so è mai impegnato militarmente contro gli Stati Uniti o i suoi alleati, compreso Israele. Di solito usa Hezbollah per quello, e l'economia iraniana non può permettersi una guerra contro la comunità internazionale in questo momento.

Nel frattempo, in Siria, Hezbollah sta combattendo la guerra dell’Iran, ma non stanno usando pienamente la loro forza militare. Se Hezbollah fosse stato permesso di utilizzare la sua armi pesanti, il Partito di Dio avrebbe potuto ottenere maggiori vittorie sul campo in Siria. Ma non l'hanno fatto e non lo faranno, l'obiettivo non è quello di portare la vittoria ad Assad, ma di proteggere il loro territorio.

La ragione di questo è semplice. Le armi di Hezbollah devono essere utilizzate per un solo motivo: per proteggere il programma nucleare iraniano. Nel caso in cui il programma iraniano fosse colpito, Hezbollah sarà probabilmente utilizzato per lanciare una guerra contro Israele. Se la Siria viene colpita, è improbabile che Hezbollah o l'Iran non reagiscano.

Inoltre, in Iran, non staranno fermi se sentono che stanno perdendo la Siria. La percezione finora è che un attacco militare sarà limitato, utilizzando i missili da crociera a lungo raggio da indirizzare sulle attività militari di Assad, ma non per provocare un cambiamento di regime.

Se questo è vero, allora gli interessi dell'Iran in Siria non saranno seriamente compromessi. Se l’attacco si rivela essere più di questo, l'Iran vorrà eventualmente reagire, anche se con una risposta molto limitata.

C’è bisogno di capire che Hezbollah è di gran lunga più importante per l'Iran della Siria. Così l'Iran non sacrificherà Hezbollah per la Siria in un’azione militare qualsiasi, né vorrà sacrificarne le armi pesanti.

Così che cosa farà l'Iran?

Ci sono solo due opzioni:

 1) Utilizzare Hezbollah e la sua controparte in Iraq per destabilizzare ulteriormente la regione. Questo funzionerà in una certa misura, ma non cambierà molto sul terreno in Siria. Al contrario, aumenterà le tensioni settarie, che hanno già raggiunto un livello pericolosissimo, e anche Hezbollah non è felice delle ripercussioni.

2) Dare maggiore attenzione agli sforzi diplomatici al fine di raggiungere un accordo sul programma nucleare. Più l’Iran perde nella contrattazione, più sarà compromesso nella regione. Il programma nucleare è ciò che importa veramenteper l'Iran.

In ogni caso, Hezbollah perderà tutto. Il suo coinvolgimento in Siria lo ha ucciso come forza di resistenza, regionale e locale. La paura qui è per gli sciiti del Libano, che dovranno pagare il prezzo di tutto quanto di cui sopra.


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August 26, 2013

What will Iran do?
By Hanin Ghaddar
chief editor

In case of a strike against Assad, Iran will be crippled

As more indications show that the international community is heading to some sort of strike on Syria, the main concern is now Iran. While the Islamic Republic might not react directly by bombing Israel or Jordon,  it will try its best to secure its interests in Syria.

Therefore, the U.S. needs to make sure there is a plan in place to check any growing Iranian influence in Syria after the possible military strike. This requires a long-term strategy for Syria, one that should also take into consideration the heightened Sunni-Shiite tension in Syria and Lebanon.

Iran’s objective in Syria is not to protect the Assad regime. Iran wants to make sure it does not lose the territorial advantage in Syria, mainly linking Lebanon to Damascus and the coast through Qusayr and Homs. With or without Assad and his regime, they will do anything to maintain it even if they have to fight until the last Sunni in Syria and the last Shiite in Lebanon, and this needs to be addressed during and after a military strike. More Sunni-Shiite clashes could be a consequence.

However, it is not going to be an easy task for Iran to uphold its influence. Russia has already backed off, and although Russian Foreign Minister Sergei Lavrov said that “a military action on Syria without UN approval is a grave violation of international law." He also assured that Russia “is not planning to go to war with anyone" over Syria.

A military strike is a game changer, especially for Russia. It will probably kill any diplomatic initiative (including Geneva II), meaning that Russia will lose a serious advantage in Syria. This also means that Russia will lose its bargaining chips which could have bought them the consensus they need, political or economic. But this does not mean that Russia will stand up to the U.S. militarily, as the losses in this case would be more severe.

As for the Syrian regime, it has proven that it never has and never will attack Israel. “The right to respond” is all that has been achieved on that front. But will Iran do it? The answer is probably no: Iran has never engaged militarily against the U.S. or its allies, including Israel. They usually use Hezbollah for that, and Iran’s economy cannot afford a war with the international community right now.

Meanwhile, in Syria Hezbollah is fighting Iran’s war, but they are not using their full military strength. If Hezbollah was allowed to use its heavy weaponry, the Party of God could have achieved greater victories on the ground in Syria. But they didn’t and they won’t – the objective is not to bring victory to Assad, but to secure their territory.

The reason for this is simple. Hezbollah’s arms are to be used for one reason only: to protect Iran’s nuclear program. In case Iran’s program is hit, Hezbollah will probably be used to launch a war against Israel. If Syria is hit, it is unlikely that Hezbollah or Iran will do anything.

Iran will also not stand still if they feel they’re losing Syria. The perception so far is that a military strike will be limited, using long-range cruise missiles to target Assad's military assets but not to cause regime change.

If this is true, then Iran’s interests in Syria will not be seriously jeopardized. If a strike turns out to be more than that, Iran will possibly react, albeit with a very limited response.

One needs to understand that Hezbollah is far more significant for Iran than Syria. So Iran will not sacrifice Hezbollah for Syria in any military action, nor will it sacrifice Hezbollah’s heavy weaponry.

So what will Iran do?

There are only two options:

1) Use Hezbollah and its counterpart in Iraq to further destabilize the region. This will work to a certain extent but will not change much on the ground in Syria if the West is heavily invested. On the contrary, it will increase sectarian tensions – which have reached a dangerous level already – and even Hezbollah is not happy with the repercussions.

2) Give more attention to diplomatic efforts in order to reach a settlement over the nuclear program. The more bargaining chips Iran loses in the region, the more compromising it will be. The nuclear program is what really matter for Iran, after all.

In any case, Hezbollah will have lost it all. Its involvement in Syria has killed it as a resistance force, regionally and locally. The fear here is for Lebanon’s Shiites, who will have to pay the price of all the above. 

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