http://www.focusonsyria.org
31/10/2013

Il Qalamoun, la prossima grande battaglia per la Siria?
di F.D.

La crisi siriana sembra avere toccato il fondo. Dopo due anni di guerra, con le tre principali città del paese divise e devastate, risulta difficile immaginare una situazione peggiore. E invece ci sono una serie di zone del paese, fino ad ora relativamente risparmiate dai combattimenti e ancora abitate da un gran numero di civili, in cui la tensione continua a salire e la situazione potrebbe inaspettatamente esplodere.

Ad esempio, il Qalamoun è una regione montagnosa a nord di Damasco e al confine con il Libano. Zona di frontiera, incrocio di traffici e contrabbandi ben prima dell’inizio della crisi siriana, il Qalamoun è abitato soprattutto da arabi sunniti, ma con una nutrita minoranza cristiana. La maggior parte della zona è sotto il controllo dell’opposizione sin dall’inizio del 2012, nonostante una parte della popolazione simpatizzi con il regime. I comitati locali, organi di coordinazione politica e umanitaria dell’opposizione, riferiscono la presenza di circa 300.000 civili tra cittadini residenti e sfollati.

Una sorta di accordo di desistenza, negoziato con il regime da alcune personalità locali, ha permesso di evitare i bombardamenti e le distruzioni subiti da Homs, Aleppo, la periferia di Damasco e altre zone della Siria. Grazie alle sue rotte di contrabbando, il Qalamoun è da circa un anno il principale punto di ingresso e di approviggionamento dal Libano per i gruppi d’opposizione della zona di Damasco.

Negli ultimi mesi però la situazione si è deteriorata e il regime ha iniziato a bombardare le città e i villaggi della regione con l’artigliera e con l’aviazione, prima in maniera sporadica, poi in maniera più regolare. Dalla fine di settembre sono cresciute le speculazioni sulla stampa siriana e libanese di una prossima offensiva dell’esercito del regime per riprendere il controllo del Qalamoun. La città di Yabroud, principale centro abitato della regione con circa 100.000 abitanti, è stata colpita da diversi bombardamenti e ci sono state decine di morti e di feriti.

Alcuni attivisti siriani e altre fonti dell’opposizione hanno confermato l’aumento delle tensioni nella zona. Apparentemente il governo non punterebbe a un attacco immediato: in questo caso i ribelli si difenderebbero accanitamente e ci sarebbero molte distruzioni e molte perdite civili. La strategia sarebbe piuttosto di rendere la vita progressivamente più difficile e più pericolosa per la popolazione civile, sia con i bombardamenti sia con un blocco dei rifornimenti di prodotti di prima necessità, per spingere gli abitanti a scappare volontariamente prima dell’inizio delle ostilità. Inoltre il regime preferirebbe attendere l’arrivo dell’inverno. In questa stagione i valichi di montagna con il Libano sono bloccati dalla neve: le forze d’opposizione si troverebbero allora con le spalle al muro, senza la possibilità né di una fuga rapida né dell’invio di rifornimenti.

E poco a poco un certo numero di famiglie hanno fatto i bagagli e sono partite per rifugiarsi a Damasco o in altre zone più tranquille del paese. Il direttore di un ospedale da campo locale è partito senza preavviso per la Turchia. Il responsabile di una rete umanitaria si sta preparando a portare la famiglia al sicuro in Libano, per poter rientrare a compiere il suo lavoro senza preoccuparsi per la vita dei suoi familiari. Diversi attivisti della zona prevedono un attacco imminente, forse tra pochi giorni, probabilmente tra qualche settimana, in ogni caso nel giro di pochi mesi. A quel punto, la gran parte dei civili rimasti cercherà di scappare in una volta sola: ci potrebbero essere decine di migliaia di nuovi sfollati. Verso la Siria se ancora sarà possibile attraversare le linee del fronte, oppure verso il Libano attraverso le montagne.

Mentre la tensione nel Qalamoun continua a salire, la battaglia aperta è scoppiata a poca distanza, nella parte sud del governorato di Homs, attorno alle cittadine di Sadad e Mahin. I combattimenti tra i gruppi armati d’opposizione e il regime infuriano da oltre una settimana. Migliaia di civili sono scappati. Oltre 50 feriti sono stati trasportati verso il Qalamoun per essere curati negli ospedali da campo. È uno scontro minore che terminerà ben presto, oppure sono i primi presagi della battaglia più ampia che sta per arrivare?

top