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martedì 19 marzo 2013 08:21

Dal vertice di Istanbul un impulso a spaccare la Siria

Intanto gli Usa, con il Segretario di stato John Kerry, hanno fatto sapere che «non ostacoleranno» i paesi europei che intendono fornire armi ai ribelli.

Roma, 19 marzo 2013, Nena News - Non è chiaro se i membri della Coalizione Nazionale, il principale gruppo siriano d'opposizione, oggi termineranno la loro riunione a Istanbul con la nomina del "primo ministro" del governo provvisorio che "amministrerà" i territori a nord e a est del paese in mano ai ribelli sunniti che combattono il regime di Assad. 

Sono 12 i candidati in corsa per il posto di "premier" dell'opposizione. I favoriti sono un ex ministro dell'agricoltura, Assad Moustapha; l'economista Osama al-Kadi che vive a Washington; e l'esperto in comunicazioni Ghassan Hitto anch'egli residente negli Stati Uniti.

L'Esercito libero siriano, la milizia dei ribelli, attraverso il suo "capo di stato maggiore", ha chiesto al summit di Istanbul un governo ad interim «per tutto il territorio» e invocato nuovamente armi e munizioni, in particolare lanciarazzi terra-aria per mettere fine alla superiorità delle forze aeree siriane. Razzi che potrebbero ricevere presto: Francia e Gran Bretagna (con l'Italia a rimorchio) si sono dette favorevoli a rifornire i ribelli di armi mentre Qatar, Arabia saudita e, forse, altri paesi arabi, già lo fanno. 

E ieri gli Usa, con il Segretario di stato John Kerry, hanno fatto sapere che «non ostacoleranno» i paesi europei che intendono fornire armi ai ribelli. E' una nuova spinta all'escalation della guerra civile che ha già fatto circa 70mila morti - anche ieri decine di uccisi - mentre il regime fa uso devastante dell'aviazione contro le offensive dei ribelli.

Cacciabombardieri ieri hanno colpito anche lungo la frontiera con il Libano, presso Arsal, roccaforte sunnita. Il Libano è sempre più parte in causa. Di fronte a dozzine, forse centinaia, di libanesi sunniti che combattono accanto ai ribelli, ci sono i guerriglieri del movimento sciita libanese Hezbollah. Per il quotidiano al-Joumhouria, 38 combattenti di Hezbollah sarebbero stati uccisi in Siria e poi sepolti in segreto in Libano. Nena News

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