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28 Giugno 2013

La Germania torna a braccetto degli Asad

E per fortuna che c’è un complotto occidentale e israeliano ai danni del riformatore siriano Bashar al Asad, democraticamente eletto e legittimo presidente della Repubblica Araba di Siria.

E’ un complotto talmente ben orchestrato che la Germania, una delle potenze occidentali e membro del gruppo internazionale che – almeno a parole – sostiene le opposizioni in esilio, ha inviato il mese scorso a Damasco il capo dei suoi servizi di sicurezza esterni (Bnd), Gerhard Schindler.

La notizia è stata confermata da autorevoli fonti europee di intelligence, contattate telefonicamente anche da SiriaLibano, dopo che era apparsa su alcuni organi di stampa occidentali ed euro-arabi.

Cos’è andato a fare Schindler alla corte di Asad? Due i punti principali sulla lista (della spesa) di Schindler: scambiare informazioni utili a contrastare il terrorismo islamico internazionale; e, soprattutto, portare elementi in patria per rassicurare l’alleato israeliano che la presenza dei miliziani di Hezbollah in Siria, a sostegno delle forze lealiste, non “andrà contro gli interessi” dello Stato ebraico.

Non è un caso che sia la Germania a farsi relatrice di questi messaggi. Sin dai primi anni 2000 e per ben due volte con successo il Bnd ha mediato tra Israele e Hezbollah per lo scambio di prigionieri del movimento sciita, di salme di soldati israeliani morti in Libano e di un uomo d’affari israeliano rimasto in cattività nel Paese dei Cedri.

Che tra Berlino e Tel Aviv il livello della cooperazione politica e di intelligence sia molto avanzato non è un segreto per nessuno.  E dopo le notizie allarmanti del crescente numero di jihadisti con passaporti europei in Siria, il governo tedesco – lo stesso che continua a ribadire che non invierà armi ai ribelli siriani – ha trovato il modo di inviare il suo uomo a Damasco.

La data anche non sembra essere poi così casuale. Schindler si è recato in Siria pochi giorni dopo i raid aerei israeliani del 5 maggio scorso nei pressi di Damasco. Le fonti hanno anche confermato che il direttore del Bnd è stato accompagnato dal direttore dell’agenzia anti-terrorismo dell’intelligence di Berlino.

E assieme – proseguono le fonti – sono stati ricevuti dai vertici dei servizi di sicurezza militari siriani, con i quali hanno discusso la questione relativa alla “minaccia dei combattenti jihadisti europei presenti in Siria”.

Notizie del viaggio di Schindler in Siria erano trapelate a margine della pubblicazione, alla fine di maggio, da parte del settimanale tedesco Der Spiegel di come il capo degli 007 tedeschi fosse ben informato della capacità delle forze di Assad e stimasse queste ultime in grado di riconquistare, entro la fine del 2013, gran parte del territorio centrale e meridionale del Paese.

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