http://www.thetimes.co.uk/tto/science/article4074365.ece

Space ark will save man from a dying planet
By Kaya Burgess


http://www.greenreport.it/
30 aprile 2014

La nuova arca di Noè dell’umanità sarà un’astronave vivente?
di Umberto Mazzantini

Un team internazionale di 13 scienziati ed architetti sta lavorando ad un progetto che sa di fantascienza: una nave – stile arca di Noè – spaziale “vivente” in grado di salvare l’umanità in caso di una catastrofe planetaria causata da una guerra nucleare, dal collasso ecologico o dalla fine delle risorse.

Si tratta del “Project Persephone – Living Architectures” nel quale sono impegnati 6 ricercatori britannici, mentre il resto del team proviene da Italia, Usa ed Olanda. I finanziatori dell’impresa spiegano che «In questo progetto si prenderà in considerazione l’applicazione di tecnologie viventi come le protocellule,  la chimica intelligente programmabile, nel contesto dell’architettura di una nave stellare abitabile in grado di rispondere ed evolversi in base alle esigenze dei suoi abitanti. Questo progetto ha rilevanza diretta per le sfide del XXI secolo, nel quale le nostre megalopoli e gli ambienti urbani cresceranno a ritmi sorprendenti». Quindi la “catastrofe” alla quale pensano quelli del Progetto Persephone è lo stesso sviluppo umano e lo nave spaziale vivente sembra davvero uno di quei luoghi per privilegiati in fuga da un Pianeta invivibile che affollano la fantascienza catastrofica, tipo il film Wall-E.

Secondo quelli di Persephone, l’industria edile e le imprese energetiche sono in ritardo rispetto alle esigenze fisiche delle città in crescita, nelle quali «Le infrastrutture diventano insufficienti o inadeguate». Il quadro che viene prospettato è nuovamente da fantascienza stile Blade Runner o Nathan Never: «Allora ci sarà la decadenza urbana con crimine, senza fissa dimora, problemi di gestione dei rifiuti e delle risorse, congestione del traffico, ecc.».

La soluzione per scappare da megalopoli ormai finite fuori controllo in un pianeta affollato e che soffoca nei rifiuti e lotta per risorse esaurite sarebbe quella di creare un nuovo mondo “sostenibile” ed esclusivo, ma non sulla Terra, nello spazio. Un’astronave abitabile con «Ambienti in grado di evolversi che utilizzano non solo le risorse in modo efficiente, ma sono in grado di rispondere rapidamente alle esigenze delle popolazioni e di bypassare gli attuali ritardi temporali necessari che sono impliciti nel sistema attuale – nell’identificazione di upgrades critici e quindi nell’attivazione di forniture industriali e catene di approvvigionamento – che stanno siano già in grado di ottenerli fin dal momento in cui sono realizzati».

Ma gli scienziati che progettano questo modo spaziale vivente non danno del tutto per persa la Terra e le sue città e pensano che l’idea di Persephone potrebbe anche servire ad altro, a creare città sostenibili sulla Terra: «Per lo scopo di questo progetto è utile considerare le città come la condensazione di tre agenzie essenziali: tecnologia, infrastrutture e persone. Insieme, sono il loro tessuto vitale .Attualmente l’unico di questi ingredienti che può cambiare in contesti dinamici è la nostra comunità. Ma quanto più dinamiche sarebbero le nostre città in se le nostre infrastrutture e le tecnologie potessero anche adattarsi e cambiare per soddisfare contesti diversi?». Ma sembra un’idea “accessoria” del progetto di astronave vivente. Il problema è che nessuno di noi vivrà abbastanza per vedere partire l’Arca spaziale vivente che con qualche migliaio di persone a bordo (necessariamente degli “eletti”) abbandonerà il pianeta che molto probabilmente quei privilegiati hanno contribuito molto a rendere inabitabile, per un viaggio fra le stelle che dovrebbe portare l’umanità in un altro mondo in grado di sostenere la vita.

L’idea di Persephone (che prende il nome da Persefone, la sposa di Ade, la dea minore degli Inferi e regina dell’oltretomba che in primavera ed estate tornava da sua madre Demetra sulla Terra). è quella di creare un ecosistema che comprenda alcuni degli stessi processi che permettono alla Terra di essere un pianeta vivente, per generare luce, aria, acqua, cibo e gravità, ma utilizzando i migliori elementi della moderna tecnologia. La chiave per il successo del Project Persephone sarà lo sviluppo di biocarburanti e del suolo artificiale. Infatti, Gli scienziati stanno studiando nuove biotecnologie che permettano di incorporare la materia organica nella struttura dell’astronave, utilizzando l’energia solare per produrre biocobustibili, suolo artificiale ed una fonte sostenibile per produrre alimenti.

Rachel Armstrong, architetto e docente di design all’università di Greenwich, ha detto al Times: «Si tratta di sfidare la nostra nozione di sostenibilità e guardare alle condizioni per la sopravvivenza ed a come fare a portarcele con noi». Steve Fuller, il sociologo del team del progetto Persephone, aggiunge: «Abbiamo bisogno della natura per sopravvivere, Perciò, come possiamo portarla con noi?».

Ma forse sarebbe meglio davvero pensare a come mantenere le condizioni per la sostenibilità e la sopravvivenza sul nostro Pianeta e di pensare ai 10 miliardi di persone ed agli altri miliardi di miliardi di esseri non umani che lo abiteranno ancora per molto.

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