Fonte: Campagna "Difesa Civile"
03 luglio 2014

Presentata in Cassazione la proposta per una Difesa civile non armata e nonviolenta

La raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare volta alla istituzione di un Dipartimento per la Difesa civile non armata e nonviolenta inizierà il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza. A disposizione dei cittadini una proposta che porterà forza a percorsi concreti di Pace, anche attraverso l’opzione fiscale che permetterà a tutti di scegliere quale modello di difesa sostenere.

E’ stato depositato oggi presso la Corte di Cassazione il titolo della Legge di Iniziativa popolare che sarà l’architrave della campagna per la “Difesa Civile non armata e nonviolenta”. Le reti ed organizzazioni che da tempo si muovono congiuntamente per sviluppare concretamente, anche a livello istituzionale, una concreta alternativa nonviolenta di costruzione della Pace hanno così voluto segnare una nuova tappa nel percorso comune iniziato da qualche mese.

Dopo l’estate e l’espletamento di tutti i passi formali per la produzione dei moduli relativi partirà quindi la raccolta delle firme per l’iniziativa popolare che prevede un testo legislativo volto alla “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta”. L’intenzione delle reti promotrici (Tavolo Interventi Civili di Pace, Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Forum Nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo) è quella di dare inizio alla raccolta di adesioni nella Giornata Internazionale della Nonviolenza in programma il prossimo 2 ottobre (data di nascita del Mahatma Gandhi)

L’importante tappa odierna fa seguito ad altri momenti di lavoro comune delle reti promotrici (in particolare i due ultimi 2 giugno celebrati come Feste della Repubblica che ripudia la guerra e l'Arena di Pace e Disarmo a Verona dello scorso 25 aprile), tutti propedeutici a questo nuovo appuntamento.  

Di fronte alla drammatica crisi economica e sociale del Paese, che sostanzialmente non ha sfiorato lo strumento militare l’intenzione è quella di compiere un “passo in avanti”, promuovendo congiuntamente una Campagna per il disarmo e la difesa civile. L’obiettivo è quello della costituzione di Dipartimento che indirizzi il contributo alla difesa civile con le proprie autonomie e modalità di lavoro delle varie componenti oggi esistenti fra cui il Servizio civile, i Corpi civili di pace, la Protezione civile oltre ad un ipotizzato Istituto di ricerca su Pace e Disarmo. Si tratta di dare finalmente concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra e che già oggi è previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale: la possibilità di assolvere all’obbligo costituzionale dell’articolo 52 con una struttura di Difesa civile alternativa a quella prettamente militare, finanziata direttamente dai cittadini attraverso l'opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. 

Obiettivo della Campagna è quello di fornire ai cittadini uno strumento concreto che renda forte come Istituzione dello Stato la difesa civile, non armata e nonviolenta, ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e sociali che in essa sono affermati. Tutto questo attraverso la preparazione di mezzi e strumenti non armati d’intervento nelle controversie internazionali per la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla cattiva gestione dei beni comuni. E’ una scelta chiara e di fondo, che pensa che il finanziamento di cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra lasci il nostro Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono rendendolo invece  minaccioso agli occhi del mondo.

La Campagna ha scelto come strumento politico e di azione la presentazione di una Legge di Iniziativa Popolare per il più ampio confronto pubblico (con politica e società civile) che punti a ridefinire i concetti di difesa, sicurezza, minaccia dando centralità alla Costituzione che “ripudia la guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria” (art. 52). Si tratta di principi che non sono mai stati realmente attuati, perché nel corso degli ultimi decenni la difesa è sempre stata intesa solo dal punto di vista armato ed affidata alle strutture militari. L’intenzione della nostra Campagna è dunque quella di estendere e riappropriarci di un concetto più ampio: le grandi lotte per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e del servizio civile iniziate fin dal dopoguerra hanno portato al riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico di una Difesa della Patria è molto più articolata ed estesa di quella semplicemente militare.

Per noi, oggi come sempre, la Difesa della Patria è difesa della vita, dell'ambiente, del territorio, dei diritti, della dignità, della pace, del lavoro. Per “difendere” davvero questi beni comuni servono strumenti adeguati, quelli suggeriti dalla nonviolenza.

Nel testo di Legge di Iniziativa popolare, che verrà ufficialmente diffuso a ridosso dell’inizio della raccolta di firme, viene previsto un finanziamento della nuova “Difesa civile” sostanziato attraverso l'introduzione di una “opzione fiscale”, cioè della possibilità per i cittadini, in sede di dichiarazione dei redditi, di destinare una certa quota alla difesa non armata, togliendola dai finanziamenti militari e per la armi.


Di seguito alcune dichiarazioni di esponenti delle reti promotrici della Campagna, rilasciate in occasione del deposito in Cassazione del Titolo della nuova Legge di Iniziativa Popolare.

“Dotarsi di strumenti di difesa civile e nonviolenta significa dare finalmente piena attuazione all'art.11 della nostra Costituzione assumendo come priorità il ripudio della guerra, la promozione attiva della pace e la garanzia dei diritti umani fondamentali”.

Grazia Naletto - Portavoce di Sbilanciamoci!


"La nonviolenza ha un grande rispetto delle Leggi. Quando sono giuste le onora, quando le ritiene ingiuste disobbedisce, per migliorarle. Con la proposta di istituzione del Dipartimento della Difesa Civile vogliamo dare attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione: ripudiare la guerra e riconoscere piena dignità alla difesa non armata e nonviolenta. E' compito dei cittadini essere protagonisti del ripudio degli strumenti bellici e attori della difesa della patria. Con la proposta di Legge di iniziativa popolare offriamo a tutti l'occasione di assumersi queste responsabilità".

Mao Valpiana - Presidente del Movimento Nonviolento


"La proposta di istituire un Sistema nazionale di Difesa Civile, che affianchi quello militare, recepisce non soltanto il chiaro dettato costituzionale che pone in capo ad ogni cittadino il dovere di contribuire alla difesa della Patria, ma anche gli sforzi profusi in questi anni dal legislatore che, attraverso l'istituzione del Servizio Civile Nazionale e dei Corpi Civili di Pace, ha gettato le basi culturali e organizzative sulle quali costruire questo sistema. Dalla tutela dell'ambiente alla protezione civile, dalla promozione culturale alla tutela dei diritti dei più deboli, il Sistema di Difesa Civile della Patria promuoverà l'insieme delle azioni e delle attività che le istituzioni, i cittadini e le loro organizzazioni potranno mettere in campo per contrastare le piaghe del disagio, dell'esclusione sociale e del degrado. Questa è la difesa della Patria dicui c'è oggi bisogno".

Enrico Maria Borrelli - Presidente del Forum Nazionale Servizio Civile


"La Campagna e la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un Dipartimento per la Difesa Civile non armata e non violenta sono il frutto di una azione coordinata tra le reti pacifiste, quelle che operano per il disarmo e il mondo del servizio civile: uno sforzo comune che recentemente ha segnato tappe assai significative. Abbiamo sempre sostenuto che la pace non si misura esclusivamente con l'assenza di guerre e che ad essa concorrono elementi troppo spesso sottovalutati e sottaciuti: la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la stabilità politica, la coesione sociale, una buona economia, un lavoro dignitoso, il ben-essere complessivo. Allo stesso tempo, la Difesa e la sicurezza di un popolo si misurano con la capacità di far fronte a quei fattori che minano la coesione sociale e spezzano i legami all'interno delle comunità. Ciò vale per il mondo intero e per il nostro Paese che non è immune dai pericoli, registrando una preoccupante performance sul versante della sicurezza interna, cui non è estranea la crisi economica che produce nuovi poveri, nuove diseguaglianze, più disperati, più crimini".

Alfredo Cucciniello - per la Segreteria Nazionale di Rete della Pace e come Responsabile per la Presidenza Nazionale ACLI di Pace, Cittadinanza Attiva e Servizio Civile


“Usualmente i pacifisti e nonviolenti vengono considerati sognatori un po’ matti, con le loro utopie lontane dalla vita e dai problemi reali. Noi pensiamo invece che idealistiche ed irrealistiche, oltre che fuori dalla storia, siano le idee di coloro che continuano a pensare che la Pace, la democrazia e i diritti umani si possano realizzare e difendere con le armi e le spese militari. La nostra strada va in un’altra direzione.

Per costruire concretamente la Pace, attraverso una strada di nonviolenza, non bastano però le belle idee ed intenzioni ma occorrono strutture e persone che possano impegnarsi quotidianamente in tal senso. In tale prospettiva si iscrive la nostra richiesta: chiediamo che il nostro Paese diventi pioniere nella creazione ed istituzionalizzazione di percorsi alternativi e più efficaci di realizzazione di obiettivi di Pace. Con la partecipazione diretta, anche fiscale, di tutte le cittadine e i cittadini italiani”.

Francesco Vignarca – Coordinatore Rete Italiana per il Disarmo


“Per la Cnesc è urgente e pensiamo siano mature le condizioni, anche per l’inedita attenzione del Governo ai temi del servizio civile e della difesa non armata, che nel Paese ci sia un confronto su come tutte le componenti sociali e istituzionali possano fare dell’Italia un paese all’avanguardia nell’educazione alla modalità nonviolenta di affrontare i conflitti, da quelli sociali a quelli fra i popoli e gli Stati. Va in questa direzione la riproposizione fatta dal Presidente del Consiglio del servizio civile europeo”.

Licio Palazzini – Presidente Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile

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