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17 apr 2014

Sulle rotte dell’Euromediterraneo, Carovane in Libano, Turchia, Tunisia
Un Ponte per … Coalizione Ya Basta Marche, Nordest, Emilia Romagna e Perugia

Da domani partono le delegazioni per incontrare le realtà sociali e raccontare i confini mobili attorno alla Fortezza Europa. L’iniziativa parte dalla condivisione della  Carta di Lampedusa  per affermare che la vita e i diritti essenziali di ogni essere umano vengono prima delle normative formali

A partire dal 18 aprile iniziano le carovane in Turchia, Tunisia e Libano.In contemporanea saremo in alcuni dei “luoghi simbolo” del dramma che si consuma sui confini mobili dell’Europa, dando vita ad una azione partecipata e coordinata per intessere relazioni, conoscenze ed una narrazione comune, contribuendo allacostruzione di un euromediterraneo di diritti e libertà.

La nostra iniziativa parte dalla condivisione della  Carta di Lampedusa  per affermare che la vita e i diritti essenziali di ogni essere umano vengono prima delle normative formali. Per questo saremo in contemporanea in Turchia, Tunisia e Libano in un percorso collettivo che guardi all’altra parte del Mediterraneo. Le tre carovane incontreranno movimenti e realtà sociali, raccoglieranno materiale informativo e documenteranno la realtà dei tre paesi.

LIBANO

La carovana si confronterà con la complessità socio-politica e culturale del Libano, paese con una delle più articolate composizioni confessionali in Medio Oriente. In un momento storico in cui il Libano, con più di un milione di siriani rifugiati, è sempre più coinvolto nel conflitto in Siria, la carovana visiterà i campi dei rifugiati palestinesi, arrivati nel paese dal 1948 in poi e dove da due anni hanno trovato riparo anche i palestinesi di Siria.

Nel corso degli incontri sarà possibile comprendere meglio il Libano liberi da schemi e stereotipi diffusi. A Beirut sono previsti incontri tematici con giornalisti che ci racconteranno il contesto politico attuale, con rappresentanti della società civile libanese, tra cui l’organizzazione Amel impegnata nei settori della protezione e della salute delle donne migranti, con l’Arab Resource Center for Popular Arts, al-Jana che lavora per i minori con programmi culturali e la produzione di materiali audiovisivi e con il festival di cinema per ragazzi.

Nei primi giorni sono in programma visite e incontri nei campi di Sabra e Shatila e di Bourj al-Barajneh dove ascolteremo le testimonianze dei rifugiati e  degli operatori sociali di Beit atfal al-sumud, un’organizzaione laica, che da 40 anni lavora per i diritti dei profughi palestinesi in Libano e con cui Un ponte per…collabora da 15 anni nei programmi di assistenza per i palestinesi e siriani.

Nei giorni successivi si visiteranno i campi di Bourj al Shemali e ‘Ein al-Helweh nel sud del paese.

TUNISIA

La Carovana avrà come prima tappa il Forum Sociale Magrebino sulle Migrazioni che si svolgerà a Monastir dal 18 al 20 aprile. Il Forum sarà un’occasione di confronto e di scambio che vedrà protagonisti gli attivisti provenienti dal Nord Africa, dai Paesi sub-sahariani e dall’Europa. Nel corso del Forum condivideremo le riflessioni attorno alla Carta di Lampedusa e rafforzeremo le relazioni con chi come noi crede in un EuroMediterraneo basato sui diritti e non sulle frontiere, a partire da un incontro con la delegazione dei rifugiati del Campo di Choucha.

La Carovana si sposterà poi nella regione di Sidi Bouzid, dove è nata la Rivoluzione del 2011, in cui incontreremo uomini e donne che non hanno smesso di lottare per la libertà e la democrazia.

Visiteremo in collaborazione con il GVC i tre Media Center Comunitari di Sidi Bouzid, Regueb e Menzel Bousaiane e conosceremo le associazioni che li autogestiscono. I Media Center Comunitari sono luoghi di socialità e di produzione indipendente di informazione.

Infine a Tunisi incontreremo quella parte di società civile attiva e determinata che attraverso forme di autogestione, creazione di reti, produzione di discorsi e di azioni, continua a costruire giorno per giorno una Tunisia aperta, laica e inclusiva.

TURCHIA

Ad Istanbul la carovana incontrerà i movimenti sociali tra i protagonisti delle lotte che da GeziPark si sono diffuse in tutta la Turchia generalizzando la richiesta di diritti e democrazia. Gli incontri saranno l’occasione per confrontarsi e capire cosa è successo dopo quelle formidabili giornate, come i movimenti sociali abbiano “utilizzato” le mobilitazioni della scorsa primavera. Ci confronteremo con le nuove esperienze di occupazione di centri sociali e studentati , dinamiche esplose dopo “Gezi Park”.

La Carovana incontrerà attivisti che producono accoglienza ed assistenza ai rifugiati che arrivano sempre più numerosi in particolare dalla Siria. Gli incontri permetteranno il confronto con organizzazioni che lavorano con i migranti sui dispositivi di gestione di uomini e donne che subiscono condizioni di vita terribili e vengono utilizzati come forza lavoro con paghe da miseria e sulla cui schiena si poggia buona parte del “miracolo economico” turco.

Condizione simile quella delle minoranze di sfollati interni a causa dei conflitti sociali e della devastazione ambientale dei territori da cui provengono.

La Carovana si sposterà nel Kurdistan turco dove si confronterà con attivisti di movimenti giovanili e studenteschi, con collettivi di donne che indagano la produzione della propria identità. Visiterà il confine con la Siria, territorio strategico per il governo di Ankara e sulla cui militarizzazione e gestione dei confini gioca una complessa partita geopolitica agita in particolare sulla pelle dei rifugiati in fuga dalla guerra e della popolazione del posto che vive una condizione di perenne occupazione militare.

Incontrerà i movimenti sociali che si battono contro le grandi opere, come le dighe che il governo turco vuole costruire sfollando città dalla storia millenaria.

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