Come gruppo promotore del “FORUM contro la guerra” (*) (**), composto dal Movimento NO-F35 del novarese e dal Comitato NO-M346 del varesotto,, nel proporre l’ incontro di sabato 29 novembre 2014 sul ruolo di FINMECCANICA (***), riteniamo sia  GIUNTO IL MOMENTO (****) DELLA EFFETTIVA COSTITUZIONE DEL FORUM.

Facciamo quindi ancora  “…. appello  alle “comunità in lotta” operanti vicino ad aziende belliche  e basi militari, quindi naturalmente legate al proprio territorio e capaci di mobilitazioni locali per la riconversione e la smilitarizzazione dei territori….(*)” per lavorare assieme, alla pari, in un FORUM che, a partire dall’ analisi delle forme assunte dalla guerra attuale, sia:

1.    Contro la guerra (o le pratiche armate, comunque si vogliano chiamare);

2.    Per la trasformazione delle produzioni di armi di qualunque tipo, comunque denominate, in produzioni di strumenti di utilità comune, non consumistica;

3.    Contro la militarizzazione dei territori e delle coscienze,  la presenza di basi e poligoni militari;

4.    Contro le servitù militari e la devastazione ambientale che spesso esse impongono;

5.    Contro la penetrazione delle istanze militari nelle scuole di ogni ordine e grado;

6.    Contro la militarizzazione delle università e della ricerca, condotta attraverso una crescente cooperazione con l'industria militare;

7.     Contro la diffusione di una cultura che giustifica la guerra, la esalta come mezzo per risolvere le controversie internazionali e ne nasconde la reale natura predatoria;

8.    Per la valorizzazione -e non la repressione (sempre più militarizzata)- del dissenso (sempre più criminalizzato);

9.    Per la salvaguardia delle risorse, della sovranità e degli spazi democratici dei cittadini.

IN SINTESI, CHIEDIAMO A TUTTI I GRUPPI LOCALI DI DARE LA PROPRIA ADESIONE FORMALE  (BASTA UNA MAIL CON:  “….. –nome esatto del gruppo- aderisce al FORUM  contro la guerra, + nome del referente”, da indirizzare a:  forum.no.guerra@gmail.com), PREMESSA INDISPENSABILE PER UTILIZZARE, TUTTI  A PARI  TITOLO, LO STRUMENTO TELEMATICO DI COMUNICAZIONE CHE ENTRO BREVE CI DAREMO.

Prevediamo un portale con uno spazio comune; un archivio di documenti utili, divisi per argomenti; un settore per ciascun gruppo aderente;  un gruppo di discussione (riservato ad un portavoce per ogni gruppo, e moderato). 

SU QUESTA BASE POTREMO FINALMENTE DIRE CHE IL FORUM E’ COSTITUITO E COMINCIARE A LAVORARE ASSIEME FATTIVAMENTE.

Ci vediamo il 29 a Venegono, oppure, prossimamente, nella nostra “piazza telematica”.


NOTE

(*) “documento di lancio del FORUM”, datato maggio 2013, che si trova al link: 

 http://nessunm346xisraele.blogspot.it/search?updated-min=2013-01-01T00:00:00-08:00&updated-max=2014-01-01T00:00:00-08:00&max-results=2 , dove fra l’ altro si dice  :

“….. La struttura in grado di esprimere il maggior equilibrio e capacità di  azione è la rete tra i vari soggetti che si riconoscono negli stessi grandi obiettivi. Ciò però passa attraverso una costante ricerca di denominatori comuni tramite uno sforzo di elaborazione e studio, un confronto fra concezioni e visioni diverse, in un clima di fiducia, senza nascondere le eventuali differenze ed anzi cercando di utilizzarle per rendere possibile ed efficace una strategia comune e per elaborare piattaforme semplici e coinvolgenti. Non si tratta quindi di costituire  un’ ennesima organizzazione, bensì di affiancarsi fra noi, valorizzando il più possibile ciò che già esiste. Nessuno quindi vuole qui proporsi  come un “nuovo” attore che si aggiunge a tutti gli altri, magari con mire “egemoniche”. La forma organizzativa che sembra la più adatta  a  tenere insieme realtà diverse fra loro è quella di un “FORUM” ….”

(**) Convocazione della manifestazione del 13 ott 2012, contro la fornitura ad Israele di 30 velivoli Aermacchi M-346, che si trova al link: http://nessunm346xisraele.blogspot.it/2012/07/manifestazione-nazionale-no-m346-ad_20.html  , dove si dice: 

“….Uniamo le forze di tutti quelli che si oppongono alla violenza, alla prepotenza, alla falsità di chi (parlando di pace e giustizia e facendo la guerra) pratica e promuove la predazione delle nostre vite, delle nostre speranze, delle nostre idee, del nostro lavoro. Di chi ci fa continuamente passare sopra la testa, come malefici cacciabombardieri, scelte di morte, di sopraffazione, di subdolo dominio finanziario che minano la democrazia e vanificano la sovranità popolare.

Sostenitori della Palestina, pacifisti, antinucleari, tutori dei beni comuni, ambientalisti, oppositori di “grandi opere”e servitù militari, associazioni umanitarie, culturali e sociali, collettivi, reti, lavoratori e rappresentanze sindacali, disoccupati, precari, studenti, tutti uniti in quanto vittime, o dalla parte delle vittime…., troviamoci allora in tanti, tanti, arricchiti delle nostre differenze…”


(***) http://nessunm346xisraele.blogspot.it/2014/11/sabato-29-novembre-convegno-lindustria.html:


SABATO 29 novembre 2014 ore 9,30 – 17, a VENEGONO SUPERIORE (VA) presso il castello dei Comboniani (via delle Missioni, 12)

INCONTRO/CONVEGNO

L’industria delle armi alimenta le guerre. Il ruolo di Finmeccanica.

Nell'epoca della "guerra infinita" una delle attività considerate strategiche dallo Stato è il mantenimento di quelle capacità industriali e tecnologiche giudicate essenziali per la sovranità operativa delle forze armate. Con la cessione degli asset civili, Finmeccanica intende fondarsi come holding esclusivamente orientata verso i settori dell'aerospazio e della difesa in linea con un Modello di difesa più aggressivo. Obiettivo del convegno è l'avvio di un dibattito per individuare le criticità di questo modello economico e di difesa per rimodulare le scelte militariste verso una produzione finalizzata ad attività civili.                                             ……. E se invece Finmeccanica, come agglomerato di sapere collettivo, diventasse un centro tecnologico per la progettazione e lo sviluppo di strumenti per  fronteggiare il collasso del sistema climatico e l'esaurirsi delle risorse idriche ed energetiche, per lo studio di nuovi materiali o innovazioni di processo  atte a ridurre i pericoli dei danni all’ambiente e i rischi degli incidenti sul lavoro ecc., per produrre  aeromobili, veicoli e robot ad uso del nostro territorio e dei suoi cittadini,  non sarebbe meglio?

RELATORI:

DOMENICO MORO – ECONOMISTA ruolo di Finmeccanica all’interno del capitalismo italiano, modifiche degli assetti finanziari e risposte alle crisi economiche e politiche

MANLIO DINUCCI ristrutturazione della produzione industriale nel nuovo quadro geopolitico

ALEX ZANOTELLI guerra, l’art.11 della Costituzione e la legge 185/90 sull’export militare da un punto di vista etico

RIFLESSIONI dalla fabbrica di Fiorenzo Campagnolo delegato ADL AgustaWestland e Giansandro Bertinotti ADL AleniaAermacchi

INTERVENTI di: Rossana De Simone, Ugo Giannangeli, Gregorio Piccin....

In video le posizioni dei rappresentanti dei sindacati confederali

Il dibattito è aperto a tutti gli interventi e servirà a capire i limiti teorici e quelli delle lotte che si sono registrati negli ultimi anni

Prime adesioni: ADL Cobas, USB Novara

A cura di: Comitato NO-M346 del varesotto - Movimento NO-F35 del novarese http://forumnoguerra.blogspot.it/ - forum.no.guerra@gmail.com

(****)

Dopo la maestosa manifestazione del 20 marzo 2004 a Roma, a un anno dall'invasione Usa in Iraq, il movimento contro la guerra ha conosciuto una fase di stanchezza determinata dall'assenza di una valida e credibile possibilità di vittoria nell'immediato.

Una fase si è dunque chiusa rendendo oggettivamente la lotta contro la guerra e la produzione bellica, il nucleare e le basi militari, più complessa ma anche più complessiva, come dimostrano le lotte dei comitati a tutela dell'ambiente e della salute.

Noi promotori riteniamo sia importante l'avvio di una nuova fase costituente all'interno di un Forum capace di elevare quelle capacità critiche soggettive e collettive -già operanti sui territori- da iniziative isolate e da semplice "sfogo" a qualcosa di più strutturato, che sia in grado di uscire dall’ 'opinionismo' o peggio ancora dallo "spettacolo", terreni del tutto compatibili all'economia di guerra e alla condizione di "eccezionalità" che il Parlamento italiano ci ha abituato a vivere, incurante delle conseguenze che riguardano il rapporto fra democrazia formale e dinamiche sociali.

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