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dic 1st, 2014

Ancora scontri fra la polizia e Occupy Central: numerosi gli arresti

Sembravano affievolirsi le proteste a Hong Kong, dove da due mesi i militanti del movimento Occupy Central e gli studenti hanno esteso barricate in alcune aree nevralgiche della città per protestare contro la decisione presa dal Comitato permanente del Congresso del Popolo nazionale (Npc) secondo cui nel 2017 saranno i cittadini a scegliere il responsabile dell’Esecutivo locale, però fra due o tre candidati scelti da una rosa di nomi approvati da Pechino, ovvero “patriottici”.
Nei giorni scorsi la polizia, su ordine del tribunale, ha provveduto a sgomberare l’accesso alla Citic Tower situata presso l’area di Admiralty, di fronte al Palazzo del governo, ed anche i sondaggi hanno indicato un sensibile calo dell’appoggio dell’opinione pubblica nei confronti dei manifestanti.
Tuttavia nelle ultime ore la protesta è ripresa con pesanti scontri fra le forze dell’ordine e i militanti di Occupy Central: al momento di parla di decine di arresti dopo che i manifestanti hanno cercato di superare i cordoni degli agenti per circondare il Legco (il Legislative Council) e gli uffici del Chief Executive (il governatore del territorio), ma le notizie danno anche una quarantina di feriti e di contusi a causa dei tafferugli.
Per quanto la protesta si sia data una vocazione pacifica, oggi alcuni attivisti hanno ammesso che l’obiettivo a questo punto “è l’escalation, l’avremmo dovuto fare già da molto tempo”.
Intanto si è anche appreso che le autorità cinesi hanno negato il visto di ingresso ad una commissione parlamentare britannica che voleva visitare l’ex colonia per comprendere meglio la situazione ed i motivi della protesta. La continua intromissione degli ex padroni di casa potrebbe portare ad un irrigidimento delle relazioni fra i due paesi, un’eventualità che Cameron vorrebbe evitare.
Divenuta colonia britannica dopo la Prima Guerra dell’Oppio (1839-1842), Hong Kong si espanse nel 1898 fino a comprendere il perimetro della penisola di Kowloon. In base ai trattati sarebbe rimasta britannica per 99 anni, com’è stato.
Amministrata come provincia speciale, è sede di uno dei principali centri finanziari internazionali. Conta 7 mln di abitanti.

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