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http://chinadigitaltimes.net
May 13, 2014

Il 74 % dei cinesi pensa che la tortura può essere accettabile

A 30 anni dall'adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, Amnesty International ha lanciato una nuova campagna evidenziando la mancata adesione ai suoi termini. "La tortura non è solo viva e vegeta, è fiorente in molte parti del mondo", ha commentato il segretario generale dell'organizzazione Salil Shetty. "Mentre più governi cercano di giustificare la tortura in nome della sicurezza nazionale, vengono erosi i costanti progressi compiuti in questo campo nel corso degli ultimi 30 anni" Amnesty ha documentato l'uso della tortura in 141 dei 142 paesi che ha monitorato negli ultimi cinque anni, e in 79 di questi solo quest'anno.

La campagna prevede un importante sondaggio sugli atteggiamenti nei confronti della tortura, che copre 21.221 persone in 21 paesi. La Cina è tra questi, in testa alla classifica insieme con l'India, al 74% il sostegno dei cinesi per l’idea che la tortura sia, a volte, necessaria e accettabile per ottenere informazioni che possono proteggere il pubblico. " Nel complesso, il 36% degli intervistati in tutto il mondo ha accettato l’idea della tortura. La domanda implica un focus sulla prevenzione del terrorismo piuttosto che la giustizia penale o la persecuzione politica, in un momento in cui nelle città cinesi dilaga il bisogno di sicurezza in risposta ad una serie di attacchi da parte di presunti militanti uiguri. L'indagine è stata condotta tra dicembre 2013 e aprile 2014, ben dopo l’incendio di una jeep a Tienanmen lo scorso ottobre. Non è chiaro, però, se i risultati del sondaggio cinese siano stati raccolti prima o dopo l'incidente ancora più grave, in cui 29 civili sono stati accoltellati a morte e altri 140 feriti alla stazione ferroviaria di Kunming il 1° marzo.


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May 13, 2014

74% of Chinese Say Torture Can Be Acceptable

30 years on from the adoption of the U.N. Convention Against Torture, Amnesty International has launched a new campaign highlighting widespread failure to adhere to its terms. “Torture is not just alive and well – it is flourishing in many parts of the world,” the organization’s secretary general Salil Shetty commented. “As more governments seek to justify torture in the name of national security, the steady progress made in this field over the last thirty years is being eroded.” Amnesty has documented the use of torture in 141 of the 142 countries it monitors in the last five years, and in 79 of these this year alone.

The campaign includes a major survey on attitudes towards torture, covering 21,221 people across 21 countries [PDF]. China is among them, leading the world—together with India, at 74%—in public support for the proposition that “torture is sometimes necessary and acceptable to gain information that may protect the public.” Overall, 36% of those surveyed worldwide agreed. The question implies a focus on terrorism prevention rather than criminal justice or political persecution, at a time when cities across China are ramping up security in response to a series of attacks by alleged Uyghur militants. The survey was conducted between December 2013 and April 2014, well after a jeep crash and fire at Tiananmen last October. It is unclear, though, whether the Chinese results were gathered before or after the most serious incident yet, in which 29 civilians were knifed to death and another 140 injured at Kunming railway station on March 1st.

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