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25 luglio 2014

A 100 anni della Prima Guerra Mondiale, Paolo Fresu suona "Il Silenzio"

Domenica 27 luglio, sugli altopiani trentini di Folgaria l'iniziativa "Silenzio, si muore" per commemorare le vittime della Grande Guerra. In Italia e in altri paesi d'Europa.

Domenica 27 luglio, un giorno prima che scocchino i cento anni esatti dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in Trentino a Forte Dosso delle Somme (sugli Altipiani di Folgaria) Paolo Fresu farà risuonare tra le valli e le montagne che sono state protagoniste del Grande Conflitto Mondiale, le note del Silenzio. L'iniziativa, promossa nell'ambito del Festival "I suoni delle Dolomiti 2014", si intitola "Silenzio, si muore".

Esiste una musica, infatti, che nelle caserme segna la fine della giornata, il momento del riposo. In Italia si intitola Il Silenzio - ed è la stessa in molti altri paesi – e in tempo di guerra è la tromba che saluta i caduti, come una sorta di ultimo saluto che i soldati vivi indirizzano ai compagni morti. Il progetto che l’Italia, nato da un’idea del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, prevede il coinvolgimento di trombettisti che suonino questa stessa musica - o analoga - in luoghi significativi per le vicende storiche, belliche o culturali dei singoli paesi. Un dovuto atto di riverenza, di memoria, di amore, nell’unica lingua che tutti conoscono e condividono: la musica.

In Italia sarà eseguito in Trentino alle ore 14 di domenica 27 luglio (in caso di tempo incerto l’orario sarà anticipato alle 13) da Paolo Fresu, uno dei jazzisti più conosciuti e amati in patria e all’estero e nello stesso momento in cui il musicista italiano innalzerà il suo strumento verso il cielo, altri trombettisti in altri paesi europei si uniranno a lui in una sorta di grande coro di pace.

Nell’occasione Paolo Rumiz porterà testimonianze storiche e, a seguire, Paolo Fresu darà vita a un concerto dialogando con lo specialista del bandoneon Daniele di Bonaventura, sullo sfondo di memorie sonore e delicate alchimie che disegnano un’originale mappa geografica. La poesia di suoni che ne scaturirà vuole essere un messaggio di pace nel momento in cui si ricorda l’inizio della Grande Guerra.

Il Trentino fu uno dei principali teatri della Prima Guerra Mondiale in Italia: il suo territorio è percorso per centinaia di chilometri da mulattiere e trinceramenti e costellato da decine di piazzeforti e fortezze, postazioni, gallerie, baraccamenti posti sulle impegnative quote dei ghiacciai perenni. I cimiteri e i musei sono lì a testimoniare ciò che è accaduto e che non deve più accadere.

In particolare, l’Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna custodisce molti luoghi della memoria, come Forte Dosso delle Somme, costruito tra il 1911 e il 1914 a 1670 m di quota: il forte controllava l’accesso dal Passo della Borcola, attraverso il quale l’esercito italiano avrebbe potuto raggiungere la città di Rovereto. Armato con quattro obici da 10 cm in cupola corazzata girevole, due cannoncini da 6 cm e da 22 postazioni di mitragliatrice, dei sette forti degli Altipiani era il più moderno e imponente. Oggetto di intensi bombardamenti, il forte uscì dal conflitto danneggiato ma non distrutto. Nel 1936 la copertura fu demolita per il recupero delle putrelle di acciaio che conteneva.

Il progetto “Silenzio, si muore” è promosso dalla Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e organizzato in collaborazione con l’Azienda per il Turismo di Folgaria, Lavarone, Luserna, Radio 3, Rai Storia e I Suoni delle Dolomiti , un festival che per la sua collocazione ambientale e per i suoi contenuti è unico al mondo: da vent’anni musicisti di risonanza internazionale, ma anche scrittori, attori e personalità della cultura si ritrovano fra le rocce, le malghe, i boschi del Trentino per condividere con gli appassionati della montagna esperienze ed emozioni straordinarie o come in questo caso riflettere sul passato all’insegna di un sempre necessario messaggio di pace e di fratellanza fra i popoli.

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