http://sbilanciamoci.info/

06/05/2015

 

A proposito di Expo

di Karl Marx

Traduzione di Armanda Cetrulo

 

“Questa esposizione è la prova schiacciante del potere concentrato con cui la moderna industria di larga scala sta distruggendo ovunque le barriere nazionali e sta progressivamente dissolvendo le peculiarità locali di produzione, la società e il carattere nazionale tra i tutti i popoli". Una rilettura da Karl Marx

 

Questa esposizione era stata annunciata dalla borghesia inglese già nel 1849, con il più impressionante sangue freddo, in un tempo in cui l’intero Continente stava ancora sognando la rivoluzione. Per questa esposizione hanno convocato tutti i loro vassalli dalla Francia fino alla Cina per un grande esame, in cui dovranno dimostrare come hanno impiegato il loro tempo; e persino l’onnipotente Zar di Russia si è sentito obbligato ad ordinare ai suoi sudditi di presentarsi numerosi a questo grande esame. […] Questa esposizione è la prova schiacciante del potere concentrato con cui la moderna industria di larga scala sta distruggendo ovunque le barriere nazionali e sta progressivamente dissolvendo le peculiarità locali di produzione, la società e il carattere nazionale tra i tutti i popoli. Mettendo in mostra le risorse ammassate dell’industria moderna in un piccolo spazio concentrato, proprio nel tempo in cui la società borghese moderna è minacciata da ogni parte, si stanno anche mostrando i materiali che sono stati prodotti, e che vengono ancora prodotti giorno dopo giorno in questi tempi turbolenti, per la costruzione di una nuova società. Con questa esposizione, la borghesia del mondo ha eretto nella moderna Roma il suo Pantheon, dove, con orgoglio compiaciuto, esibisce gli idoli che ha creato per sé stessa. Si fornisce così una dimostrazione concreta del fatto che “l’impotenza e la vessazione del cittadino”, che gli ideologi tedeschi predicano di anno in anno, è solo il fallimento di questi signori incapaci di comprendere il movimento moderno, e la loro stessa irritazione a tale impotenza. La borghesia celebra dunque questo, la sua più grande festa, in un momento in cui è imminente il collasso del suo ordine sociale in tutto il suo splendore, un crollo che dimostrerà nel modo più vigoroso che mai, come le forze che essa stessa ha creato sono sfuggite al suo controllo. In una futura esposizione la borghesia non comparirà forse più come proprietaria di queste forze produttive ma solo come suo cicerone.