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14.08.2016

 

La biografia di Burroughs, scrittore radicale

 

Barry Miles, autore della biografia "Io sono Burroughs", ha conosciuto e frequentato lo scrittore dal 1965 in poi e ha avuto la possibilità di avvalersi di testimonianze inedite...

 

l Saggiatore porta in Italia la biografia di William Burroughs uno degli scrittori più radicali del XX secolo. A firmarla è Barry Miles, che assistette in presa diretta alla sua eccezionale esistenza e ne ricostruisce qui, tramite testimonianze inedite, l’intera vicenda biografica: una storia privata estrema che getta nuova luce sull’opera letteraria di Burroughs – autore di opere come Pasto nudo (portato al cinema da David Cronenberg), Nova Express, La macchina morbida, La scimmia sulla schiena – come tentativo disperato di esorcizzare lo Spirito del Male che lo possedeva e “scrivere la propria via di fuga”.

 

William Burroughs ha cinque anni quando, seduto con il fratello nella casa di famiglia, in un quartiere altoborghese di St. Louis, scoppia improvvisamente a piangere: “Era come la sensazione disperata e assoluta di essere vulnerabile”. William ne è ancora ignaro, ma lo Spirito del Male è già penetrato in lui, entità ostile che lo perseguiterà per tutta la vita. Che studi medicina a Vienna o antropologia ad Harvard, che faccia il disinfestatore a Chicago o si rifugi tra le braccia dell’amico Allen Ginsberg a New York, lo Spirito del Male non gli darà mai pace, portandolo alle azioni più sconsiderate e alle sperimentazioni più folli, ma anche, per reazione violenta, alle visioni più lucide e alle verità più drammaticamente insondabili.

L’uccisione della moglie nella delirante e ubriaca imitazione di Guglielmo Tell, la ricerca di giovani corpi nei casini di Tangeri, l’automutilazione del mignolo per farne dono all’innamorato, la dipendenza dall’alcol e dalle droghe, la fascinazione per l’occulto in tutte le forme con cui si manifesta, dallo sciamanismo a Scientology alla stregoneria: Burroughs, vestito di un abito scuro e di un cappello fedora per scivolare tra la folla come un hombre invisible, con l’immancabile pistola in tasca e la freddezza inquietante dello studioso, sperimenta ogni possibile deragliamento dei sensi, convinto di poter sfuggire al controllo dello Stato, delle religioni, del sesso, della droga, delle dipendenze solo immergendovisi fino in fondo, sprofondandovi ogni volta, dando in pegno la sua vita per guadagnarne mille.

Sempre in fuga – Tangeri, Parigi, Città del Messico, New Orleans, Chicago, New York – e sempre un passo oltre, non solo rispetto agli amici beat, che ammirati fecero di Burroughs il loro capo spirituale, ma anche alle mode letterarie e culturali e a qualsiasi limite dell’immaginario e della morale.

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