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28 marzo 2016

 

Strage di Lahore: 72 morti, molti cristiani. Chi sono i Jamaat-ul-Ahrar

di Enrico Oliari

 

E’ stato rivendicato dai talebani di Jamaat-ul-Ahrar il gravissimo attentato portato a termine ieri da un kamikaze a Lahore, presso un parco giochi dove le famiglie, perlopiù di cristiani, stavano facendo giocare i propri bambini: il bilancio della strage è di 72 morti, di cui una trentina di bambini, ma molti sono i feriti anche gravi che rimarranno per sempre mutilati e che porteranno i segni dell’attentato.

In un messaggio Ehsanullah Ehsan, portavoce del gruppo, ha dichiarato che “Abbiamo commesso l’attentato di Lahore perché i cristiani sono un nostro obbiettivo, e faremo altri attentati di questo tipo in futuro”, ed arriveremo a colpire “le infrastrutture dello Stato e del governo, le scuole e le università”.

L’esplosione è avvenuta nel parcheggio del Gulshan-e-Iqbal Park, nei pressi delle altalene dei bambini, e le sfere metalliche mescolate all’esplosivo sono state sparate a decine di metri. Il luogo, situato nella zona residenziale di Lahore, non era sorvegliato dalle forze dell’ordine proprio perché non rappresentava un possibile obiettivo dei terroristi.

L’azione potrebbe essere stata una risposta alle operazioni condotte sulle montagne del nord ovest del paese, dove da anni è in corso un’offensiva del governo, appoggiata dai droni Usa, contro i talebani, nonostante il premier Nawaz Sharif avesse promesso in campagna elettorale la sospensione degli attacchi con gli aerei radiocomandati statunitensi sul territorio pakistano.

Alcuni media, tra cui lo statunitense NYMag nella sua rubrica Daily Intelligencer, già lo scorso anno davano Jamaat-ul-Ahrar passato da al-Qaeda all’Isis, ed il portavoce Ehsanullah Ehsan aveva annunciato l’intenzione di riunire in un unico gruppo tutti i talebani pakistani.

La secessione da Tehrik-i-Taliban (“Assemblea per la libertà”) risale all’agosto 2014 per una questione di leadership, quando Omar Khalid Khorasani, alias Abdul Wali ed oggi leader del gruppo, aveva affermato di non riconoscersi più nell’obbedienza al mullah Maulana Fazlullah, succeduto a Hakimullah Mehsud, ucciso da un drone Usa.

Khorasani, ex giornalista e che già prima guidava una fazione fedele a Tehrik-i-Taliban, Ahrar-ul-Hind, ha rivendicato numerosissimi attentati sia in Pakistan che in Afghanistan.

 

Tra i principali:

– 2 novembre 2014: attacco suicida al valico di frontiera di Wagah, 45 morti;

– 7 novembre 2014: diplice attentato nella Mohamad Agency, 6 morti

– 21 novembre 2014: granata sul campo di del movimento Muttahida Qaumi, 6 morti;

– 15 marzo 2015: duplice attentato presso due chiese, una cattolica e una protestante, a Lahore, 15 morti.

 

Il kamikaze che ha colpito ieri a Lahore è stato identificato nella figura di un 28enne, Yusuf Faris, residente a Muzaffargarh, provincia del Punjab. La polizia ha arrestato una quindicina di persone tra cui tre fratelli dell’attentatore, tutti accusati di essere coinvolti con la strage.

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