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30 set 2017

 

FOCUS ON AFRICA. 

Fame in Sud Sudan, in Rwanda arrestata la candidata alle presidenziali

di Federica Iezzi

 

Torna la nostra rubrica settimanale con le notizie dal continente africano: oggi andiamo in Sud Sudan, Lesotho, Sudafrica e Rwanda

 

Roma, 30 settembre 2017, Nena News –

 

Sud Sudan

Il Sud Sudan è un esempio di come un conflitto possa influenzare la vita e il sostentamento della popolazione, causando una catastrofe umanitaria di scala enorme, riguardo mezzi di sussistenza, agricoltura e sistemi alimentari.

Secondo i dati del World Food Programme, più di 4,9 milioni di persone (oltre il 42% dell’intera popolazione) è attualmente in aperta emergenza alimentare. L’accesso al cibo è stato ostacolato dall’elevato costo dei trasporti, a causa dell’insicurezza lungo le principali vie commerciali sud-sudanesi, e da un forte aumento dei prezzi, correlato ad una severa svalutazione monetaria.

Un bambino su tre soffre di malnutrizione acuta, in particolare nella parte meridionale dell’Unity State e in altre 23 contee. La situazione è stata esacerbata da diete inadeguate, mancanza di acqua potabile, scarso accesso ai livelli di base dei servizi sanitari, a causa della continua violenza comunitaria e della distruzione di risorse rurali, con il conseguente aumento della vulnerabilità di milioni di persone.

Le violenze continuano a limitare l’accesso al mercato economico e contribuiscono alla disgregazione dei flussi commerciali che interessano gli agricoltori, i produttori di bestiame, i consumatori e i commercianti, utilizzando testualmente il cibo come arma di guerra.

 

Rwanda

La polizia rwandese ha arrestato Diane Shima Rwigara, imprenditrice e attivista per i diritti delle donne, candidata indipendente alle ultime elezioni presidenziali, per presunti reati contro la sicurezza statale.

Attualmente anche la madre e la sorella di Rwigara, Adeline e Anne, sono detenute per reati legati all’evasione fiscale, secondo il Rwanda National Police.

La commissione elettorale rwandese ha accusato Rwingara di falsificare documenti e firme a supporto della sua recente candidatura presidenziale. La leader dell’opposizione non raggiunse il quorum necessario di 600 firme tra la popolazione, denunciando il governo di Kigali di pressioni tra i rappresentanti dei distretti.

Attivisti rwandesi sostengono che Rwingara continua ad essere perseguitata per aver osato sfidare Paul Kagame, attuale presidente della Repubblica del Rwanda, alle elezioni del 4 agosto.

Parte integrante dell’alta borghesia tutsi e figlia di sostenitori del Fronte Patriottico Rwandese (FPR), che liberò il Rwanda dal feroce regime hutu di Juvénal Habyarimana e pose fine al genocidio nel 1994, Diane Rwigara, con il suo People Salvation Movement, continua a perseguire l’intento di promuovere la democrazia e i diritti umani.

Secondo la leader, oggi il FPR sarebbe ostaggio di una minoranza tutsi controllata dal presidente, il ‘clan ugandese’.

 

Sudafrica

Il più grande museo d’arte contemporanea in Africa ha finalmente, la scorsa settimana, aperto le porte al pubblico. Situato nei pressi del Grain Silo del Victoria & Alfred Waterfront, il core storico del porto di Città del Capo, lo Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (MOCAA, https://zeitzmocaa.museum), rappresenta l’anima di una collezione di arte contemporanea e della diaspora africana. Il museo si affaccia sull’isola di Robben, tristemente nota come carcere per prigionieri politici nel periodo dell’apartheid e luogo della lunga detenzione dell’ex presidente Nelson Mandela.

Lo Zeitz MOCAA prevede di offrire una piattaforma per artisti del continente, per esporre i propri lavori, grazie a quasi 100 gallerie, sei centri di ricerca, 18 aree educative, un giardino di sculture sul tetto, sale per esibizioni ed eventi.

 

Lesotho

Deludenti i primi 100 giorni di carica del Primo Ministro del Lesotho, Motsoahae Thomas Thabane, imprigionato in una spirale di gravi problemi sociali. Permane il clima di una profonda cultura dell’impunità che ha alimentato le violazioni dei diritti umani da decenni, secondo quanto dichiarato da Amnesty International.

Sotto accusa i plurimi omicidi a danno delle forze di sicurezza del Lesotho, in un Paese in cui padroneggia l’instabilità politica. Modelli di arresti arbitrari, accuse di tortura e di altri maltrattamenti, mancanza di progressi nelle indagini penali per uccisioni illegali e attacchi alla libertà di espressione sono il pacchetto politico attualmente in mano al governo del Lesotho.

Partiti dell’opposizione e osservatori per i diritti umani invocano la mediazione della comunità internazionale e del Southern African Development Community per il ripristino di uno stato di diritto. Nena News

 

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