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Lug 28, 2017

 

L’Europa smetterà di prendere ordini da Washington?

di Stephen Lendman

Traduzione di Raffaele Ucci

 

L’America ha interessi, non alleati. Dopo la Seconda Guerra Mondiale ha spinto, convinto con le minacce e costretto altri paesi a piegarsi alla sua volontà.

Invece di lavorare in modo cooperativo con altre nazioni, esige l’asservimento, il suo obiettivo è il dominio globale incontrastato.

Non tollera nessuno Stato indipendente sovrano, e li destina al cambio di regime tramite l’assassinio dei loro leader, le rivoluzioni colorate o la guerra; quest’ultima è la sua strategia preferita, visto quanto la sta usando in diversi teatri.

Le nazioni europee, il Giappone e altri, sono virtualmente delle colonie statunitensi, spinte a servire gli interessi americani a spese dei propri; i loro paesi sono infestati da basi militari del Pentagono, le loro economie vengono depredate per far prosperare le corporazioni americane.

In risposta ai membri della Camera dei Rappresentanti che vogliono imporre assolutamente nuove sanzioni alla Russia, in particolare nel settore energetico, col passaggio al Senato e il sì di Trump praticamente certi, Bruxelles ha detto che “agirà entro pochi giorni” con contromisure se le “preoccupazioni dell’UE (non verranno) prese in considerazione”.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i paesi dell’UE si piegarono alla volontà di Washington, i suoi Stati membri non riuscirono ad emanciparsi e ad andarsene per la propria strada.

La retorica non ha alcun significato senza azioni che le facciano seguito. La Cina e l’India ignorarono le sanzioni statunitensi all’Iran, acquistando il suo petrolio, e Washington non può fare nulla per fermarle.

È giunto il momento di una dichiarazione di indipendenza europea da Washington, e che i suoi Stati membri servano i propri interessi, e non quelli dell’America, considerato che seguire i suoi diktat li danneggia.

Le nuove sanzioni statunitensi alla Russia non hanno nulla a che vedere con le accuse fasulle di ingerenze nelle elezioni statunitensi e della inesistente aggressione contro l’Ucraina.

Hanno tutto a che fare con il desiderio di un maggiore accesso ai mercati europei per i produttori di gas naturale statunitense.

Essi continuano i lunghi sforzi per contenere, emarginare, indebolire e isolare la Russia – il loro principale rivale geopolitico insieme alla Cina, a causa della la loro indipendenza sovrana, non per la minaccia alla sicurezza statunitense che esse pongono.

Una forte dichiarazione congiunta del Ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel e del cancelliere austriaco Christian Kern, che afferma “non possiamo accettare la minaccia di sanzioni illegali ed extraterritoriali contro le imprese europee”, è un segnale di speranza.

“L’approvvigionamento energetico europeo è una questione che interessa l’Europa, e non gli Stati Uniti d’America”, hanno aggiunto.

La chiave è che cosa faranno, o non faranno, riguardo alle severe sanzioni statunitensi alla Russia che verranno decretate. Le parole sono inutili senza azioni che le seguono.

L’Europa dovrebbe dichiarare la sua indipendenza sovrana, dichiarare le sanzioni statunitensi non valide, togliere le proprie alla Russia e adottare misure significative per una mutua cooperazione politica ed economica – Washington non può impedirlo.

Mercoledì, il rappresentante della Russia presso l’UE Vladimir Chizhov ha sollecitato questi passi, inclusa l’interruzione del finanziamento delle banche europee alle società statunitensi.

“Posso dirlo schiettamente: il vettore futuro della nostra cooperazione con l’UE dipenderà da come l’Unione Europea si comporterà in questa situazione”, ha sottolineato Chizhov.

Il sottotitolo della legge delle sanzioni statunitensi è “Contrastare l’influenza russa in Europa e in Eurasia”, rivelando così l’obiettivo primario di questa misura.

Il Viceministro degli Esteri russo Sergej Rjabkov ha dichiarato che la Russia imporrà misure di ritorsione in risposta alle sanzioni statunitensi, spiegando che questo messaggio è stato consegnato a Washington molte volte – che ha sempre fatto orecchie da mercante.

Con un’affermazione forte, il portavoce di Putin Dmitrij Peskov ha dichiarato quanto segue:

“La notizia (delle nuove sanzioni statunitensi) è molto triste nella prospettiva delle relazioni russo-americane e dalle prospettive del loro sviluppo”.

“Questo non è meno scoraggiante dal punto di vista del Diritto Internazionale e delle relazioni commerciali internazionali”.

“Il comportamento da adottare verso (le nuove sanzioni statunitensi) sarà formulato sulla base di un’analisi approfondita, e la decisione (su come rispondere) sarà sicuramente presa… dal presidente Putin”.

Lui “prende le decisioni sulla politica estera, e vi informeremo se e quando verranno adottate… Stiamo parlando di manifestazioni estremamente ostili, perciò una reazione è ovvia”.

Mercoledì, il Presidente del Comitato per le Relazioni Estere del Senato Bob Corker ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare che abbiamo raggiunto un accordo che ci permetterà di inviare la legge sulle sanzioni alla scrivania del presidente” – probabilmente questa settimana.

La promulgazione con la firma di Trump aumenta l’ostilità degli Stati Uniti verso Russia, Iran e Corea del Nord, e incrina le relazioni con Bruxelles e Berlino.

Risponderanno in modo adeguato o no alla volontà di Washington? Dipende da quello che faranno.

 

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