Fonte: Sputnik Mundo

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Mar 04, 2017

 

La malsana ossessione della NATO contro la Russia

di  Vicky Peláez

Traduzione di Juan Manuel De Silva

 

La 53a Conferenza dulla Sicurezza di Monaco (SIKO) ha ottenuto di calmare i nervi dei disperati governanti di 28 paesi membri della NATO.

” Non odora di vecchio  l’Europa. Odora di doppia umanità. quella che assassina e quella che è assassinata” diceva Jaun Gelman (1930-2014), poeta argentino.

Gli alti comandanti della NATO si sono tranquillizzati dopo che i rappresentanti degli USA hanno ribadito che l’organizzazione continua ad essere fondamentale per il Nord America e “non è obsoleta”, tale e come la aveva descritta in Gennaio scorso il presidente statunitense , Donald Trump.

Questa affermazione sta facilitando gli atlantisti europei nel continuare a vivere il loro stato di letargo, dove i pericoli reali sono sostituiti dalle sfide inventate e il cui protagonista principale è l'”orso russo”.

 

Il vicepresidente USA Mike Pence, ha assicurato ai più di 100 delegati che assistevano all’evento che “il suo paese continua ad essere il miglior alleato dell’Europa e che appoggia con fermezza la NATO”. Pence ha anche promesso nel suo discorso prnunciato lo scorso 18 Febbraio, nel secondo giorno di riunione, che “gli USA esigeranno responsabilità alla Russia e continueranno a chiedere contro a Mosca per la guerra in Ucraina e per l’incorporazone della Crimea nella Federazione Russa”.

Il nuovo segretario alla Difesa dell’Amministrazione Trump, il generale James Mattis, ha ribadito successivamente nella sede dell’ONU di Bruxelles che l’Alleanza è cresciuta, dopo la disintegrazione dell’URSS, incorporando tutti i paesi dello scomparso Patto di Varsavia (1955-1991), ed anche l’Estonia, Lettonia e Lituania – le tre repubbliche che appartenevano alla dissolta URSS- . Nel corso del suo viaggio in Europa, il gendrale Mattis ha confermato anche lui che gli USA continueranno la loro politica verso la Russia da una posizione di forza. Lo stesso ha dato ad intendere che in realtà niente era cambiato nella relazione di Washington con Mosca, dopo l’arrivo di Trump alla Casa Bianca e che il lascito di Obama di una nuova Guerra Fredda continua ad essere latente.

In una recente riunione del presidente russo con i membri del Servizio Federale di Sicurezza (FSB ), Vlady Putin ha segnalato che i paesi occidentali stanno cercando instancabilmente  di provocare uno scontro del paese slavo con la NATO.

Già nel Luglio del 2016, durante il foro della SIKO a Monaco, la Russia fu riconosciuta per la prima volta dal 1989 come il “principale pericolo” per l’Alleanza. La nuova missione della NATO consiste nel rinforzare la politica di contenzione dell”Orso Russo”. Apparentemente sotto questo proposito, la NATO sta facendo tutto il possibile per la sua espansione e cerca di stringere un cerchio intorno alla Russia, schierando armi convenzionali e strategiche nei paesi alla sua frontiera.

Attualmente i marines USA si trovano nella base di Vaernes, in Norvegia. La Finlandia, che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale stava applicando una politica estera neutrale, anche questa è stata contagiata dall’isteria antirussa, creata originariamente negli Stati Uniti, ed ha accettato la presenza di aerei nordamericani F-15 nella sua base di Kuopio. Il ministro delle relazioni estere della Polonia, Witold Waszczykowski, ha annunciato da poco che 10.000 soldati della NATO, in maggioranza statunitensi, saranno stanziati in Polonia per non permettere una “aggressione russa”. A sua volta, iun battaglione canadese sarà staziato in Lettonia, un altro del Regno Unito sarà in Estonia e le truppe tedesche si posizioneranno in Lituania, nella sua frontiera terrestre con la Russia. Questo per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Così la NATO ha oncorporato nella sua dottrina la vecchia consegna del regime nazista ‘Drang Nach Osten’ (spingi ad Est), basata sulla tradizionale ambizione tedesca di ottenere nuovi territori nell’Europa Orientale e, in specie, in Russia.

Come  ha annunciato il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, l’organismo ha deciso di aumentare la sua presenza navale nel Mar Nero per la difesa dell’Ucraina e per rinforzare la sicurezza nazionale dei paesi membri dell’Alleanza. A questo si deve aggiungere anche il sogno delle elite di Giorgia e Ucraina di poter diventare anche essi membri della NATO.

Starà preparandosi realmente la NATO per altre guerre e a cosa sta aspirando l’Occidente per il futuro? Sono domande difficili a cui rispondere. Esiste soltanto un paese dei 28 membri dell’alleanza che decide tutto questo ed il resto dei paesi che, semplicemente eseguono gli ordini. Questo paese sono gli USA.

Come ben ha spiegato a Bruxelles il generale Mattis, l’unico comando della NATO, con anche il suo quartier Generale, si trova negli USA ed è il Comandante supremo alleato della Trasformazione (SACT), quello che è responsabile del Comitato Militare. Questo organismo è la massima autorità militare dell’Alleanza , quella che prende le decisioni finali.

A tre anni di distanza, i giornalisti domandarono all’ex alto rappresentante dell’Unione per gli Esteri e le Politiche di Sicurezza della Unione Europea, Javier Solana, circa i progetti della UE di fronte al futuro, a cui Solana rispose nettamente: “L’Occidente non sa quale mondo vuole per le prossime decadi”.

In realtà la visione del presente e del futuro della dirigenza attuale di Bruxelles dipende semplicemente e pienamente dai progetti di Washington per le prossime decadi e, in questo contesto , il Libro Bianco del Dipartimento di Difesa degli USA è un documento guida per la NATO e per l’Unione Europea.

Se la NATO non è obsoleta e si sta preparando per fare altre guerre, bisognerebbe analizzare la sua capacità bellica reale. Per iniziare, tanto lo stesso presidente Trump ,come il suo vicepresidente, Mike Pence, oltre al segretario della Difesa, James Mattis, hanno fatto ricordare agli alleati che, senza aumentare le spese della difesa fino al 2% del PIL, il potere militare della Alleaza continuerebbe a dipendere dagli USA.

Attualmente, il Nordamerica sta pagando il 72% del budget della NATO (664.058 milioni di dollari) mentre che il resto degli alleati stanno apportando 254.200 milioni di dollari. In generale  gli USA spendono in difesa il 3,6% del PIL (ufficialmente)  in contrasto con la Germania (1,19%) e gli altri membri che sono tutti fra l’ 1 ed 1,78% del PIL.

Adesso, in termini militari, la potenza principale in Europa è la Germania. Senza dubbio, nel verificare gli ultimi dati del The Military Balance, pubblicato dal The International Institute of Strategic Studies (IISS), ci troviamo con la sorpresa che la Germania ha smesso di produrre carri armati dagli anni ’90, ed il carro armato più moderno ha per lo meno 26 anni. In totale, il paese dispone di 306 carri e tutti antiquati. In accordo con il Dipartimento della Difesa della Germania, le sue Forze aeree dispongono di 93 bombardieri Renavia Tornado acquistati negli anni ’70, dei quali solo 29 sono pronti per il combattimento. La loro artiglieria e la loro difesa aerea si trovano anche queste in una situazione deplorevole. Le Forze Armate tedesche hanno subito tagli dai 100.000 effettivi nel 1990 ai 28.000 nel 2017.

Lo stesso sta accadendo con gli altri paesi della NATO, includendo gli USA. La produzione di aerei da combattimento F-22, che era stato presentato come un miracolo del secolo XXI, e in cui non volevano volare i piloti statunitensi, era stata cancellata. Il loro nuovo caccia F-35, che già è costato più di un bilione di dollari , ha seri problemi. I loro carri Abrams datano agli anni ’90, e il blindato più nuovo era stato prodotto nel 1991. Il costo del nuovo distruttore invisibile DDG-1000 classe Zumwalt, ha in dotazione un cannoncino elettromagnetico, che  supera il costo di 3.000 milioni di dollari. Questo distruttore già si è trasformato nella barzelletta dei militari cinesi. Poco tempo fa, l’ammiraglio Zhang Zhaozhon ha dichiarato che questa nave potrebbe essere mandata a picco da alcune navi da pesca caricate di esplosivo.

Tutti questi dati indicano che la NATO si prenderà più di una decade per prepararsi ad una guerra e che necessiterà enormi risorse finanziarie che non possiede nessuno dei loro membri, incluso il NordAmerica.(Per quanto gli USA hanno possibilità esclusiva  di stampare migliaia di milioni di dollari per sostenere il costo della militarizzazione).

Bisogna anche tenere in conto che, in questo periodo di informazione virtuale, è molto difficile ingannare l’opinione pubblica, che ogni giorno sfiducia la abituale retorica antirussa, le cui parole d’ordine vengono dai media globalizzati statunitensi e ripetuti dopo dai loro colleghi europei.

L’analista tedesco Uli Gellermann ha sottolineato che “i media tedeschi sono contenti di creare notrizie inesistenti per presentarle come “notizie false” create dalla Russia, per poi creare le loro “notizie false”.

Tale è la situazione che perfino negli USA, l’agenzia di inchieste Gallup, ha rilevato che la fiducia dei nordamericani nei media si trova molto bassa, dal 72% nel 1976 al 32% nel 2016. Inoltre l’isitituto Gallup ha certificato in una inchiesta che gli abitanti di Grecia, Turquía, Bulgaria y Eslovenia, in caso di conflitto, preferirebbero vedere la Russia come un paese protettore.

Allora la possibile guerra contro l'”aggresione Russa”, di cui tanto si discute nella NATO, è pura retorica ideologica dei globalizzatori, che hanno paura di dover subire la dissoluzione dell’Alleanza Atlantica e con quello, la fine dell’egemonia nordamericana in Europa.

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