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08/06/2017

 

L’Ucraina ha approvato la legge per entrare nella NATO

di Eugenio Cipolla

 

La legge prevede che i principi fondamentali della politica estera ucraina d’ora in poi saranno quelli di approfondire la cooperazione con la NATO, al fine di ottenere il via libero per l’ingresso nell’organizzazione

 

Il pericolo di nuove tensioni si per abbattere sul già fragile equilibrio tra Russia e Ucraina. Oggi, infatti, la Verkhovna Rada, il Parlamento dell’Ucraina, ha approvato una legge numero 6740, sulle modifiche ad alcuni atti legislativi, in particolar modo sulla direzione che il paese dovrà prendere in materia di politica estera. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ucraina Unian, la legge è passata con 276 voti a favore su 357 deputati registrati in sala al momento della votazione. Gli unici a votare contro sono stati i membri del partito filorusso “Blocco d’opposizione”, nato sulle ceneri del partito delle Regioni di Viktor Yanukovich.


La legge prevede che i principi fondamentali della politica estera ucraina d’ora in poi saranno quelli di approfondire la cooperazione con la NATO, al fine di ottenere il via libero per l’ingresso nell’organizzazione. «Per la Russia è importante che l’Ucraina non aderisca alla Nato. E questo in qualche modo ha portato alla loro aggressione nei nostri confronti», ha commentato lo speaker della Rada, Andrey Paruby. Per Borys Tarasyuk del partito di Yulia Tymoshenko “Patria”, la legge è un ritorno alle origini, a una precedente versione del 2003 sulla “sicurezza nazionale dell’Ucraina”. «La Rada – ha commentato – ha avuto il coraggio di aggiornare il corso per l’adesione alla NATO, senza frasi che indichino che dobbiamo acquisire i criteri per l’adesione alla stessa».


Tutto il contrario di Yuriy Miroshinchenko, uno dei maggiori dirigenti del Blocco d’opposizione, secondo il quale il disegno di legge sull’adesione dell’Ucraina alla NATO sarebbe dovuto essere preceduto da «una discussione seria sul piano del Consiglio Nazionale di Sicurezza».


L’adesione dell’Ucraina alla NATO è uno dei temi più dibattuti dell’ultimo decennio, che ha diviso esperti e addetti ai lavori. Con la presa di potere da parte delle forze filo-europee nel 2014, in Ucraina se ne è tornato a parlare prepotentemente, con il presidente Poroshenko che ha definito questo percorso uno delle maggiori priorità per il paese, pur non incassando sempre reazioni entusiasmanti da parte della NATO stessa. Alcuni paesi dell’Alleanza Atlantica ritengono un rischio e una provocazione nei confronti della Russia accogliere un paese considerato da sempre una terra di mezzo tra oriente e occidente.


Già nel 2008 Francia e Germania, due dei paesi maggiormente contrari a questa ipotesi, non avevano fornito il Piano d’azione per l’adesione dell’Ucraina alla NATO, sabotando di fatto questo percorso. «Un errore», lo ha definito Irina Gerashchenko, primo vicepresidente della Rada, che ha paragonato la situazione ucraina a quella georgiana, sottolineando come a Tbilisi ci sia stata unita d’intenti tra tutte le forze politiche, mentre a Kiev no.


Ed è proprio qui la differenza, nella divisione culturale ed etnica di un paese come l’Ucraina che, nonostante tre anni di guerra e diecimila morti, continua a rimanere diviso in due, con una parte troppo filo-europea e un’altra altrettanto filo-russa.

 

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