Fonte: Hispan TV

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Gen 23, 2017

 

La Turchia accusa la NATO di sostenere il terrorismo

Traduzione e sintesi di Luciano Lago

 

Arriva la prima grossa rogna per la gestione Trump: la Turchia accusa ufficialmente la NATO di sostenere i terrorismo del Daesh (ISIS) e di essere essa stessa “una organizzazione che pratica il terrorismo”.

L’accusa, che era stata già pronunciata in precedenza dal presidente Recepiti Erdogan, è stata oggi fatta propria anche da un parlamentare turco, Samil Tayyar, dello stesso partito di Erdogan (l’APK) , il quale ha accusato oggi la Nato di essere una organizzazione terroristica simile al Daesh.

Secondo il deputato turco, si può includere la NATO nella lista delle organizzazioni terroriste come il Daesh ed al PKK Partito Indipendentista Curdo), ed al FETO (il movimenti dei seguaci di Gulen), sostiene Tayyar, del Partito di Giustizia e Sviluppo (AKP in turco).

 

Nel corso di una intervista concessa questo Lunedì al giornale locale Hürriyet Daily Newsm, il deputato turco segnala inoltre che l’Alleanza Atlantica si è trasformata in una minaccia per il suo paese , visto che appoggia e fornisce armi alle bande takfiri in tutta la regione. Da notare che nelle scorse settimane circa 60 soldati turchi sono rimasti uccisi nei combattimenti avvenuti nella zona di Al Bab nel nord della Siria, ed i terroristi hanno utilizzato armi fornite dalla NATO, come è stato relazionato dalle fonti militari turche.

 

A giudizio del parlamentare, “la Turchia è stata oggetto di duri colpi da quando si è affiliata alla NATO, organismo che è stato sempre attivo nelle attività sporche e sanguinose avvenute nel suo paese”. In particolare il politico turco ha fatto l’esempio dei colpi di stato ispirati dalla NATO ed avvenuti nel suo paese, l’ultimo dei quali nel 2016 era diretto a destituire il presidente Erdogan, come ormai accertato da varie fonti indipendenti.

Ad Ankara si sono svolte varie manifestazioni popolari di protesta contro la NATO dove i manifestanti issavano cartelli e striscioni con scritto “No all’intervento imperialista in Siria”, “No allo spiegamento di missili NATO in Turchia” ed altri similari.

 

Allo stesso modo Tayyar ha sostenuto che li governo turco potrebbe optare per decidere la chiusura della base NATO di Incirlik ubicata nei pressi della città turca di Adana ed utilizzata dalle forze aeree della NATO.

D’altra parte il parlamentare ha sostenuto che la Turchia è disponibile ad aprire un nuovo capitolo nelle relazioni con Washington, con il nuovo presidente Donald Trump, a patto che questi adempia alle richieste della Turchia: cessazione dell’appoggio USA ai gruppi terroristi ed estradizione di Gulen, additato come ispiratore del golpe del 2016.  Vedi: Erdogan accusa: gli USA hanno sostenuto l’ISIS, ho le prove.

 

In caso contrario la Turchia potrebbe ritirarsi del tutto dalla NATO e rivedere le relazioni bilaterali con gli USA. “La Turchia non necessità di rimanere vincolata alla NATO se questo organismo rappresenta una minaccia per gli interessi del nostro paese”, ha dichiarato Tayyar.

Tutti gli osservatori internazionali sono concordi nell’affermare che quella della Turchia rappresenta una delle questioni più scottanti lasciate in eredità dall’Amministrazione Obama e che adesso Trump avrà da risolvere in qualche modo.

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