Fonte: Ilaria Bifarini

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29/05/2018

 

Neoliberismo ha gettato maschera, autoritario e antidemocratico

di Ilaria Bifarini

a cura di Marta Moriconi

 

“Ho subito un grave torto dalla massima istituzione del Paese sulla base di un paradossale processo alle intenzioni di voler uscire dall’euro e non a quelle che professo e che ho ripetuto nel mio comunicato, criticato dalla maggior parte dei media senza neanche illustrarne i contenuti” ha scritto ieri il professor Paolo Savona, l’uomo scelto dal governo giallo-verde per andare all’Economia e rifiutato dal Colle in nome dell’Europa e dei mercati.

Sullo Speciale con l’economista Ilaria Bifarini, fresca autrice de i “I coloni dell’Austerity”, parliamo del difficile momento politico, della decisione di incaricare l’ex commissario alla spending review Cottarelli che rischia di non ottenere la fiducia neanche dal Pd e di altre scelte “impopolari e deleterie per l’economia e per i cittadini”.

 

Partiamo da un punto che è saltato agli occhi nel corso di questi giorni di preparazione al governo giallo-verde. Ministri degli Stati esteri che ci dicono chi possiamo mettere o no, che significa che siamo a sovranità limitata?

“Rinunciando alla sovranità monetaria si rinuncia inevitabilmente anche a quella economica e politica. Finché saremo vittime delle politiche imposte da Bruxelles per il contenimento del debito pubblico, che in realtà non hanno fatto altro che incrementarlo, e dello spauracchio di indici di mercato che nulla dicono dello stato di salute del paese, sarà difficile per l’Italia sottrarsi a questo giogo”.

 

Fratelli d’Italia ha chiesto lo stato d’accusa del presidente della Repubblica, Di Maio anche. Salvini ci deve pensare. Siamo comunque allo scontro più duro e grave della storia. Appigli costituzionali a parte, la decisione che conseguenze rischia di portare?

“A quanto pare non ci sarà l’appoggio di Salvini e difficilmente si potrà raggiungere la maggioranza parlamentare necessaria perché questa procedura possa essere attuata. Sicuramente si tratta di un gesto politico forte e di condanna plateale davanti a tutti gli elettori. D’altra parte siamo in pieno clima di campagna elettorale permanente e Di Maio deve recuperare terreno rispetto a quello guadagnato da Salvini”.

 

Ci sono pressioni sull’Italia? Si è fatto un’idea da parte di chi?

“Sì, è da un po’ che insieme ad altre voci indipendenti denuncio l’ingerenza di forze esterne nella politica italiana. Il nostro Paese è troppo importante per gli interessi dell’Unione Europea e dei paesi che ne sono i principali beneficiari (leggi Germania) perché si possa correre il rischio di una sua uscita dall’unione monetaria. Ma non solo, la sola messa in discussione dei vincoli imposti come dogmi da Bruxelles potrebbe creare un precedente e mettere in luce come il modello sul quale le politiche economiche comunitarie si regge sia infondato e fallace”.

 

Se la sovranità è stata ceduta, la democrazia, a questo punto, come sta? 

“Rimane un’utopia. Nel mio libro “Neoliberismo e manipolazione di massa” spiego come il sistema socio-economico attuale si serva della democrazia formale dopo aver completamente annullato quella sostanziale. Dapprima attraverso la cosiddetta democrazia apatica, cui fa riferimento la stessa Commissione Trilaterale, che fa leva sul disinteresse indotto dai media e dai politici sugli elettori. Oggi, di fronte a questo inaspettato ritorno della partecipazione politica da parte dei cittadini, il sistema neoliberista ha gettato la maschera democratica e mostra la sua natura intransigente e autoritaria.

 

Salvini e Di Maio sono andati alla spaccatura. Col nome di Savona era sicuro questo finale. Se la sono cercata? Volevano sottolineare vincoli che pesano sull’Italia e tornare al voto o cosa?

Di sicuro quella che veniva confinata a una teoria, da alcuni tacciata di complottismo o relegata al cosiddetto fronte sovranista, ora è realtà, provata dai fatti e comprensibile a milioni di italiani. Tuttavia credo che sia un vero peccato non aver portato a segno lo sforzo di tre mesi concitati di consultazioni. La soddisfazione di un governo antisistema e di grande cambiamento sarebbe valsa la rinuncia al nome prestigioso di Savona e la proposta di una valida alternativa, che di sicuro non sarebbe mancata.

 

Il presidente Repubblica ha chiamato l’ex commissario alla spending review Cottarelli. Sarà governo del presidente. Chi lo aiuterà? 

“Più che un governo del presidente si profila come un governo tecnico. A quanto pare potrebbe non avere neanche la fiducia da parte del Pd, che sta valutando l’astensione. Sarà il governo di nessuno, non voluto dai cittadini né dalla politica. Una simile situazione esaspera non solo il clima sociale e politico, ma gli stessi mercati che si sarebbero dovuti tranquillizzare. Oggi il famigerato spread ha superato quota 300: come al solito vengono applicate politiche impopolari e deleterie per l’economia e per i cittadini. E’ il modus operandi del neoliberismo, la cui natura è assolutamente antidemocratica e antisociale, e conduce i Paesi verso il disastro anziché verso il benessere”.

 

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