Fonte: Italicum

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10/05/2020

 

L'attacco all'Italia viene da molto lontano

di Mario Porrini

 

Dal crollo della cosiddetta Prima Repubblica, avvenuta per via giudiziaria, l’Italia ha subito  l’attacco alla propria indipendenza economica dopo aver perso quella politica l’8 Settembre 1943. Fino al 1992, la nostra era la quinta potenza industriale del mondo e le aziende italiane, sia pubbliche che private, erano presenti e molto competitive su tutti i mercati internazionali. Le inchieste della magistratura hanno spazzato via buona parte della vecchia classe politica lasciando fuori dai processi i dirigenti del P.C.I., destinati evidentemente a subentrare alla guida del paese, a dimostrazione di come ci fosse una strategia ben precisa dietro queste azione giudiziaria. I comunisti hanno sempre nutrito un odio profondo verso la nazione per cui fornivano ampie garanzie di procedere con determinazione all’azione di smantellamento  dell’economia italiana. Da questo momento è iniziata la svendita delle nostri migliori aziende e la distruzione sistematica della nostro tessuto economico e sociale. Neanche l’imprevisto, rappresentato da Berlusconi, ha potuto impedire che si perseguisse questo obiettivo. Lo  scopo del Cavaliere, infatti, era quello di tutelare le proprie aziende e le inchieste della magistratura lo hanno reso malleabile, convincendolo a sostenere il governo Monti, ad accordarsi con Renzi, ad approvare il MES, cedendo a veri e propri ricatti ma salvando Mediaset. Sorge perfino il dubbio che una figura come la sua, ricattabile e non proprio limpida, abbia fatto molto comodo per disinnescare i voti di quegli elettori che mai avrebbero votato a sinistra.

Con l’avvento della Seconda Repubblica l’Italia ha dovuto subire l’attacco alla lira da parte di Soros, gestito in modo pessimo da Ciampi, che ha fruttato allo speculatore enormi guadagni oltre la laurea “honoris causa“ incredibilmente conferita dall’università di Bologna per volere di Prodi. Quest’ultimo, poi, da presidente dell’IRI ha letteralmente regalato le nostre aziende di settori strategici a compratori esteri. L’accoppiata, Ciampi-Prodi, ha inferto poi un altro durissimo colpo alla nostra economia, in occasione dell’adozione dell’Euro, accettando un cambio che ci ha penalizzato enormemente e le cui conseguenze paghiamo ancora oggi. Il giudizio sulla loro azione, risultata devastante per la nostra economia, può essere valutata solo ed esclusivamente come frutto di incompetenza o corruzione, tertium non datur!

Da venticinque anni la volontà popolare è stata sistematicamente disattesa. Ogni volta che il centro–destra è uscito vincitore dalle elezioni, agenti esterni hanno impedito che governasse: la prima volta con l’avviso di garanzia a Berlusconi notificato mentre presiedeva il G8 a Napoli, la seconda con l’attacco finanziario portato per mezzo dello spread. Dall’ultimo decennio del secolo scorso l’Italia è stata governata dalla Sinistra o da governi cosiddetti tecnici, con presidenti del consiglio mai eletti: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, lo stesso Conte, non hanno avuto l’investitura popolare, ma sono arrivati a formare dei governi soltanto grazie a intrighi di palazzo.

La manovra a tenaglia da parte di governanti assoggettati ad interessi stranieri e di una fetta consistente della magistratura sta distruggendo la nazione italiana ed il suo tessuto sociale. Non si è mai vista una classe politica così pervicacemente anti-nazionale come la nostra, così asservita ad interessi stranieri, così corrotta da vendere la propria nazione per una poltrona. Con il concorso di una magistratura ideologizzata a sinistra oltre ogni misura, ha sovvertito ogni regola di vivere civile. Si permette a navi di nazionalità straniera di entrare nei nostri porti speronando impunemente  motovedette della Guardia di Finanza. Si consente agli immigrati di commettere ogni tipo di reato senza che vengano arrestati o espulsi. I Rom sono coccolati e tutelati godendo di ogni beneficio; gli stranieri irregolari vengono prima nelle graduatorie, dall’assegnazione delle case popolari all’scrizione dei bambini agli asili nido. In queste settimane di quarantena durante i quali italiani che correvano nei parchi venivano  inseguiti con grande spiegamento di forze, addirittura con l’ausilio dei droni, acciuffati e pesantemente sanzionati, gli immigrati giravano tranquillamente in gruppi, stazionano agli angoli delle strade senza che nessuno intervenisse. Agli italiani viene riservata una feroce repressione mentre agli stranieri tutto è permesso: le forze di polizia impotenti, si fanno sbeffeggiare, insultare, aggredire impunemente. Spacciatori arrestati in flagranza di reato e subito rimessi in libertà dai giudici con l’incredibile motivazione che fosse il loro unico mezzo si sostentamento. Si vietano assembramenti ma si permettono manifestazioni spontanee per festeggiare il 25 aprile. Cittadini onesti reclusi a casa ed i mafiosi pluriomicidi fatti uscire dal carcere. L’accusa di razzismo rilanciata in ogni occasione rappresenta il paravento per nascondere come il vero razzismo sia ormai quello che le istituzioni manifestano  contro gli italiani che accettano con rassegnazione questo dato di fatto.

La gravissima emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus sta provocando la peggiore crisi economica del dopoguerra. Conte ha sostanzialmente sospeso la Costituzione e governa come un dittatore attraverso decreti, parlando a reti unificate alla nazione senza contraddittorio ed impedendo alle opposizioni di fare il loro lavoro. Degli aiuti economici tanto sbandierati non si è visto nulla, salvo l’invito di Conte rivolto alle banche di compiere “un atto di amore” (sic) verso le aziende, mentre ai cassaintegrati fino ad ora non è arrivato un euro. La stragrande maggioranza delle attività commerciali sono sull’orlo del fallimento ma la cosa non sembra interessare il ducetto che risiede a Palazzo Chigi, preoccupato soltanto di pavoneggiarsi in diretta televisiva con interventi lunghissimi durante i quali non dice assolutamente nulla. Governa senza decidere, rimanendo nel vago riguardo i provvedimenti, scaricando le responsabilità sulle regioni, instillando la paura nei cittadini con una comunicazione ansiogena affinché si assoggettino senza protestare alle limitazioni delle libertà.

Quella di innalzare agli onori di cariche governative personaggi sconosciuti, mediocri, poco brillanti e di un grigiore assoluto è una tecnica che i burattinai delle élite economico-finanziarie adottano da decenni. I vari Monti, Letta, Gentiloni e gli stessi Renzi e Conte sono sbucati dal nulla e fatti passare per grandi politici e divenuti personaggi pubblici grazie ai media che li hanno creati artificialmente in laboratorio, facendogli fare il lavoro sporco, quello di distruggere ciò che rimane dello stato sociale, salvo poi liberarsene nel momento in cui la loro popolarità crolla, sostituendolo con un nuovo illustre sconosciuto che continuerà ad operare sulla falsariga dei suoi predecessori, con lo stesso obiettivo di tutti gli altri: distruggere l’Italia e farla tornare ad essere un’espressione geografica senza sovranità né indipendenza! Noi non dobbiamo permetterglielo.

 

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