Fonte: RT.com
http://www.comedonchisciotte.org
Sabato, 17 maggio

Il dipartimento della difesa Usa indaga su bitcoin come possibile minaccia terrorismo
Traduzione di Cristiana Cavagna

Il Dipartimento della Difesa degli USA sta realizzando un programma di ricerca antiterrorismo sulle monete virtuali come Bitcoin ed altre nuove tecnologie, compresi smartphone e social media, per verificare se essi comportino minacce alla sicurezza.

Secondo quanto riportato dall’International Business Times, il programma, gestito dal CTTSO (Combating Terrorism Technical Support Office), divisione del Pentagono che analizza le potenzialità del terrorismo e della guerra irregolare, ha recentemente pubblicato una ricerca di fornitori che possano aiutare l’esercito degli Stati Uniti a capire le tecnologie e qualunque tipo di minaccia che esse potrebbero comportare.

In un memorandum non classificato, pubblicato per la prima volta da Bitcoin Magazine, il CTTSO sollecitava l’invio di progetti, incluso uno per “…soluzioni innovative per sviluppare e/o rafforzare nuovi concetti e sistemi per comprendere il ruolo delle monete virtuali” nel finanziare minacce rivolte agli USA.

Il memorandum afferma che “L’introduzione di moneta virtuale potrà facilmente costituire una minaccia finanziaria, accrescendo la non trasparenza, la velocità delle transazioni e l’efficienza complessiva degli attacchi terroristici”. 

L’anonimato garantito dalle monete virtuali è una preoccupazione prioritaria nell’applicazione delle leggi, in quanto esso facilita operazioni illecite come Silk Road, un mercato nero digitale che si riteneva eliminato in ottobre, ma che è ancora diffuso, nonostante l’arresto dei suoi fondatori. 

Ross Ulbricht venne arrestato nell’ottobre 2013 e rinviato a giudizio in febbraio. L’accusa nei suoi confronti è di aver implementato Silk Road, un sito web clandestino che consentiva ai suoi utenti di acquistare e vendere in forma anonima droghe ed altri beni e servizi illegali. Al sito si poteva accedere solamente attraverso il servizio anonimo Tor e le transazioni avvenivano utilizzando un sistema di pagamento basato sui bitcoin, sistema che inoltre consentiva agli utenti di celare la propria identità. 

A gennaio sono state rese pubbliche le accuse federali contro Robert Faiella e Charlie Shrem, il CEO del servizio di scambio bitcoin Bitinstant. Erano accusati di effettuare operazioni di scambio in bitcoin, in collegamento con l’inchiesta in atto relativa a Silk Road. 

A febbraio, Mt. Gox, un’ importante agenzia di scambio in bitcoin, improvvisamente ha presentato istanza di fallimento, sostenendo che erano stati rubati centinaia di milioni di bitcoins. 

A marzo, il Dipartimento del Tesoro degli USA ha dichiarato che, in base alle indagini svolte, non aveva trovato prove di “esteso” utilizzo di moneta digitale per finanziare il terrorismo. Di conseguenza, il CTTSO del Pentagono ha richiesto un’indagine sul “software anonimo” e sul “Dark Web” (il “web sommerso o web invisibile”, ndt), o sui siti internet non contemplati dai normali motori di ricerca. 
L’agenzia considera i network anonimi come TOR un agevole canale per il traffico di droga, di esseri umani e di armi d’ogni genere. La missione del CTTSO contro le potenziali minacce richiede anche “metodi e strumenti per individuare e smascherare ‘elementi di instabilità’ nel dark Web”. 

L’International Business Times riporta che il CTTSO indaga anche su Android, Motorola, i social media e la realtà virtuale, poiché potrebbero essere usati per campagne terroristiche.


Fonte:  http://rt.com

Link: http://rt.com/usa/157552-defense-pentagon-bitcoin-terrorism/

08.05.2014 



top