L’art 32 della Costituzione ammette l’imposizione di un sacrificio al singolo ma solo a fronte di un beneficio collettivo certo ed anche a condizione che il sacrificio sia certamente vantaggioso, in termini di salute, anche per il singolo stesso, requisito che non può dirsi soddisfatto laddove il farmaco sia ancora in fase sperimentale (così la sentenza storica della Corte Cost. 307/90, richiamata anche dalla recente sentenza Corte Cost. 5/2018).
Ugo Mattei Generazioni Future.

  Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Non abbiamo cookies,
non sappiamo neppure cosa sono.

ritorna Home /

elimina testata

Aggiornamenti Settimanali
Iscriviti

oppure vedi quì

Link to action
Raccogli
la Pace

BDSItalia
Tavolo ICP
Op.Col. da Tuwani
Link to lectures
Quì e Ora
Doppiozero
ADBUSTERS
Quaderni d’altri tempi
Il lavoro culturale
Volere la Luna
Tutto sull'Afghanistan

 

Quando in una società prevalgono forze mortifere che calpestano anche i più fondamentali principi di libertà e giustizia, se creano profitto, gli atti più abbietti sono per loro virtù. Siamo infatti circondati da nani la cui bassezza appare ormai misura normale dell’uomo. Sono aborti dello spirito, creature grottesche che votano la loro esistenza al tesaurizzare, al capitalizzare, all’accumulo di beni materiali. Per converso, odiano e disprezzano tutto ciò che è spirituale. Esseri avidi, dominati da pulsioni sadico-anali, inclini alla crudeltà e al controllo degli altri. E non possiamo certo aspettarci che dei troll, la cui anima dimora in anse di un intestino colmo di masse fecali, amino la purezza e la luce o che riconoscano la nobiltà di un sacrificio. È come esser divorati non da una tigre ma da un branco di ragni. Presi in una ragnatela di menzogne, imprigionati in bozzoli, avvelenati da una moltitudine di aghi ipodermici, come minuscole zanne.  Livio Cadè …
Il green pass obbligatorio per tutti i lavoratori si può ben qualificare come misura “correttamente abominevole”, confezionata su misura della coscienza più comatosa che infelice di una maggioranza di benpensanti italiani. Una vile e cinica imposizione di regime, ammantata con la veste fasulla del politicamente corretto e moralmente corrotto. Talmente necessaria da rimuoverne il lato oscuro, cioè il fatto di essere una misura illiberale, antidemocratica, contraddittoria, ipocrita, ricattatoria, estorsiva, abusiva, vessatoria, ingiusta, crudele, spietata, discriminatoria, sovversiva, eversiva, socialmente ed economicamente distruttiva, ma soprattutto
anticostituzionale. In breve una misura politicamente abominevole.
Alberto Conti