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Una persona onesta oggi non dovrebbe definirsi europeista senza vergognarsi

lantidiplomatico.it - 12 Febbraio 2021 - Diego Bertozzi - Il draghismo ha inizio - Come se fosse una banale nota di costume, La Repubblica poi ci rende edotti del metodo Draghi: riunioni segrete in caserma e posti chiave per i "propri" uomini. È bastato un anno intero di supplenza tecnica (quella virale e medica) alla politica, per rimpiombare alle stanze segrete dell'imperatore di Bisanzio ed ai prossimi decreti reali promulgati "ex certa scientia"...

lantidiplomatico.it - 03 Febbraio 2021 10:00

Il Triplo Stato
di Gianpasquale Santomassimo

Le ultime presidenze della Repubblica, quelle di Napolitano e Mattarella, evidenziano come la lealtà che prevale è quella al vincolo esterno che promana da Bruxelles assai più che la fedeltà alla Costituzione repubblicana, ormai messa da un canto e negletta.

Un governo di tregua sociale come quello diretto da Giuseppe Conte, che aveva visto emergere una forma di relativa autonomia e di relativo recupero di elementi se pur fragili di sovranità nazionale era divenuto intollerabile, una parentesi che andava chiusa al più presto e con tutti i mezzi. Forzando tutte le regole costituzionali e quelle del decoro politico, affidandosi al killeraggio di una piccola accolita di malviventi e traffichini, consentendo farsesche consultazioni "programmatiche" utili a fare melina prima di sferrare il colpo programmato e concordato con la chiamata di Mario Draghi.

Ora il cerchio si chiude, la politica nazionale viene commissariata, il dominio di lorsignori torna incontrastato, gli affaristi potranno tuffarsi con voluttà nel malloppo che a breve dovrebbe arrivare.

Esortazione a prendere l'Italia e a liberarla dai barbari.

Composto probabilmente nel 1516 come la lettera dedicatoria a Lorenzo de' Medici, il capitolo conclusivo del trattato è una appassionata e retorica esortazione ai signori di Firenze perché si mettano alla testa di un moto di riscossa nazionale e guidino una sorta di ribellione armata contro gli eserciti stranieri che percorrono l'Italia e ne causano, secondo la visione dell'autore, la decadenza politica e militare, azione per cui egli vede un momento straordinariamente propizio. Nonostante il carattere velleitario e decisamente utopistico dell'auspicio espresso dallo scrittore, la pagina anticipa tante analoghe trattazioni di autori del periodo successivo e rappresenta una presa di posizione risentita e appassionata contro la crisi politica che affliggeva l'Italia del primo Cinquecento, di cui Machiavelli ha una coscienza assolutamente lucida.

A ognuno puzza questo barbaro dominio, era necessario che la Italia si riducesse nel termine che ella è di presente, e che la fosse più stiava che gli Ebrei, più serva ch’e’ Persi, più dispersa che gli Ateniesi; sanza capo, sanza ordine; battuta, spogliata, lacera, corsa. Vedesi come ella prega Dio, che le mandi qualcuno che la redima da queste crudeltà ed insolenzie barbare, vedesi ancora tutta pronta e disposta a seguire una bandiera, pur che ci sia uno che la pigli.

L'esortazione finale ai Medici di Niccolò Machiavelli - da Il principe, capitolo XXVI