2013: valutazione del conflitto in Siria e in Egitto – La guerra continua
di Ramzy Baroud

Come si prevedeva, il 2013 è stato un anno terribile per diverse nazioni arabe. E’ stato terribile perché la promessa di maggiori libertà e di riforme politiche è stata capovolta, in maniera violentissima in alcuni casi, portando alcune nazioni lungo il sentiero dell’anarchia e del caos completo.

Le contro rivoluzioni non sono nulla di nuovo
di Ana Maria Luca

La Primavera Araba tre anni dopo
di Noam Chomsky

Le dittature petrolifere sono state in grado di reprimere la maggior parte di tentativi diretti a riforme anche modeste, la Siria sta precipitando nel suicidio e in una probabile partizione, lo Yemen è sottoposto alla campagna terroristica globale dei droni di Obama, la Tunisia è in una specie di limbo, la Libia è priva di un governo in grado di controllare le milizie e in Egitto, il più grande paese del mondo arabo, l’esercito ha agito con brutalità estrema e con un sostegno popolare che, secondo me, non dovrebbe avere ...

Is Africa the new frontier of global terrorism?
By Mustapha Ajbaili

A series of deadly attacks in East, North and West Africa has put Islamist militancy on the continent under the spotlight, raising the question of whether it is turning into the new frontier of international terrorism.

Ucraina, Iran e la seconda guerra fredda
a cura di Stefano Fait

Il Medio Oriente: diretto dove?
di Johan Galtung

Discorso del Santo Padre Francesco ai Partecipanti alla Plenaria della Congregazione per le Chiese Orientali

La perenne guerra fredda tra Iran e Arabia saudita
di Lorenzo Carrieri

L'alleanza tra Iran e Siria è strategicamente comprensibile nell'ottica del mantenimento dell'autonomia del sistema medio-orientale contro il desiderio di egemonia americana sull'area

Scacchiere Medio Oriente: la partita a quattro che deciderà il futuro
di Fady Noun

L’accordo sulle armi chimiche siriane fra Russia e Stati Uniti e il riavvicinamento fra Washington e Teheran hanno mescolato le carte nella Regione. La telefonata che “ha cambiato tutto” fra Obama e Rouhani. I fronti in lotta sono liquidi e con intrecci reciproci. Soddisfazione dei cristiani per un possibile spiraglio di pace, frutto della mano di Dio “nella storia degli uomini”.

Putin Ordina un massiccio attacco contro l'Arabia Saudita se l’occidente attacca la Siria

in sintonia con l'analisi quì sotto riportata di Israel Shamir, scrittore ebreo Russo molto acclamato e rispettato, aggiungiamo quest'altro articolo che ripropone le stesse vicende ...

Russia, Siria e il declino dell'egemonia americana
di Israel Shamir

Dove vanno le primavere arabe
a cura di Antonio cantaro

Quanto Vale la Vita Umana in Medio Oriente?
di Ramzy Baroud

Milosevic, Assad e la sinistra che ama i dittatori
di Francesco Peloso 



Il primo passo da fare è denunciare l'oppressione del regime in Siria. Non c'è soluzione politica e diplomatica fuori di questo. La falsa coscienza dei pacifisti.

La guerra è il crimine contro l’umanità

La guerra è il crimine peggiore che l’uomo possa fare contro se stesso, qualunque sia la bandiera che sventoli, chiunque sia l’uomo o il popolo che si proclami vincitore…nella realtà chi vince…è solo la morte.

Il “modello Kosovo”: un motivo in più per contrastare i piani di guerra in Siria
di Gianmarco Pisa

La recente evocazione del “modello Kosovo” da parte degli Stati Uniti non intende concretizzare semplicemente un'opzione militare come la gran parte degli analisti tende a ritenere, bensì vuole rappresentare un vero e proprio disegno strategico fondato sugli interessi nazionali del sistema statunitense nell'ottica di un nuovo Medio Oriente da plasmare ad uso e consumo degli interessi e della presenza strategica degli Stati Uniti e dei loro alleati nell'area.

Chi o cosa salverà gli arabi da se stessi?
di Basim Al-Jisr 

Non si esagera nel dire che il mondo arabo è diventato prigioniero di una impasse storica che non si vedeva dai tempi della Nahda (il Risveglio) araba degli inizi del XX secolo. La Primavera Araba, lungi da essere una finestra spalancata attraverso cui i popoli arabi possono decidere di intraprendere il proprio destino, fa pagare invece agli stessi popoli conflitti e guerre civili, da cui nessuno sa come tirarsi fuori.

Un’intervista a Gilbert Achcar

marxista rivoluzionario di origine libanese, docente alla School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra.

(R)esistenze
Il primo dossier speciale di First Line Press che raccoglie alcuni dei nostri articoli di approfondimento, pubblicati da novembre 2012 ad oggi ogni settimana nell’appuntamento di First Line Week.

“Piazza grande”

 L’ebook del quotidiano Europa su Turchia, Brasile, Egitto

Se c’è da ritirarsi, occorre strisciare vergognosamente?
di Robert Fisk

Come la Quinta di Beethoven e la Sinfonia 1812 di Tchaikovsky, la poesia Ozymandias di Shelley è, ahimè, un cliché solo a causa del suo abuso. Ma il suo sentimento – “Guardate, voi Potenti, alla mia opera e disperate!” – non è mai stato più applicabile alle terre che ancor oggi chiamiamo Medio Oriente e al suo tortuoso abbraccio da parte dell’Occidente.

Voci laiche nell’Islam
di Houda Louassini.

L’attivista egiziana Nawal Saadawi, riferendosi agli islamisti radicali, afferma che è molto difficile intavolare un dialogo con chi parla in nome di Dio, quando una persona sta parlando in nome dell’Uomo.

Cardini: giustizia, la rivoluzione che l’umanità attende

Il generale malessere del mondo, la crisi europea, le strane “primavere arabe” e il ritorno di potenze come la Francia, pronte a strumentalizzare i movimenti islamisti. E poi le rivolte in Egitto e in Turchia, che hanno messo i media di fronte a una domanda drammatica: di fronte a tanta ingiusizia, l’unica via d’uscita sarà una rivoluzione necessariamente globale? Ebbene sì, risponde lo storico Franco Cardini: serve una rivoluzione mondiale basata sulla giustizia e sulla redistribuzione della ricchezza, capace di trasformare i consumi salvaguardando il rapporto con l’ambiente.

Sollevazioni qui, là, ovunque
di Immanuel Wallerstein

Accade quasi sempre in modo non previsto, spesso senza un’organizzazione visibile. Le grandi sollevazioni di questi anni, le ultime hanno scosso la Turchia, il Brasile e la Bulgaria, cominciano con una protesta piuttosto piccola e circoscritta. Poi, d’improvviso, la rivolta si accende e travolge, almeno per un certo periodo, limiti considerati invalicabili.
Egitto, Brasile, Turchia: senza politica le proteste sono alla mercé delle élite
di Seumas Milne

Il tempo delle conversazioni
Intervista a Raquel Gutiérrez Aguilar

La dignità è sempre il punto di partenza dell’autonomia politica e morale ma al centro della nostra discussione per cambiare il mondo dovrebbe esserci una domanda: di cosa altro abbiamo bisogno?

La reinvenzione del fascismo
di Johan Galtung

Se la libertà è quella di utilizzare denaro per guadagnare più denaro, la sicurezza è la possibilità di uccidere i nemici, e la democrazia è ridotta al rito delle elezioni, qualcosa di grave sta accadendo. È la reinvenzione del fascismo, il potere che passa nelle mani del nuovo “complesso militare-finanziario”

Intervista a Zbigniew Brzezinski
a cura di Stefano Fait

Zbigniew Brzezinski conferma che c’è qualcosa di sospetto e contraddittorio nel comportamento dell’amministrazione Obama sulla questione siriana e fa il nome del generale Petraeus, al tempo capo della CIA, da molti visto come l’anti-Obama dei repubblicani.

Dalla Turchia al Brasile il filo che unisce la protesta
di Moises Naim

In principio fu la Tunisia, poi il Cile e la Turchia. E ora il Brasile. Che cos’hanno in comune le proteste di piazza in Paesi così diversi tra loro?Varie cose… e tutte sorprendenti.

Il settarismo e il nuovo discorso irrazionale di cui gli Arabi dovrebbero preoccuparsi
di Ramzy Baroud

Il dilemma storico dell’Iraq, sfruttato dagli Stati Uniti per averne guadagni immediati, è ora diventato un dilemma per tutti i paesi arabi. I media arabi e medio orientali stanno fomentando quel conflitto usando una terminologia carica di settarismo e ossessionata dalla costruzione del tipo di divisioni che non porteranno altro che sfiducia, tristezza e guerra.

Sykes-Picot Is Failing
Maha Zaraket Interview Noam Chomsky

American author and professor Noam Chomsky was in Beirut to give a commencement speech and accept an honorary degree at the American University of Beirut. Al-Akhbar interviewed this critic of American imperialism about the ongoing conflict in Syria, Edward Snowden, and what is left of the “Arab Spring.”

I peggiori islamofobi
di Hussein Ibish

Gli islamofobi più pericolosi e dannosi sono i violenti estremisti musulmani

La via, molto trafficata e disastrosa, da Kabul a Bengasi
di Carl Bloice

L’autore e studioso Chalmers Johnson ha scritto: La politica mondiale del ventunesimo secolo sarà una conseguenza pianificata della Guerra Fredda e della decisione statunitense di mantenere un atteggiamento da Guerra Fredda in un mondo post-Guerra Fredda. Nel 2003, Johnson ha scritto che gli attacchi dell’11 settembre “discendono in linea diretta” dagli eventi del 1979, quando la CIA lanciò la sua più vasta operazione clandestina di sempre, affinché i mujahideen scatenassero una guerra per procura in Afghanistan contro l’Unione Sovietica, che vide il reclutamento e l’addestramento di militanti di tutto il mondo islamico.

Barbari sociopatici: profilo dell’élite che domina il mondo

Dal tunnel della crisi c’è una sola uscita di sicurezza. Non è l’economia, ma qualcosa di ancora più importante: si chiama democrazia. «L’alternativa alla società ordinata dal principio economico è la società ordinata dal principio politico». Quindi, «l’alternativa al capitalismo non è una nuova forma economica, ma una nuova forma politica: l’alternativa al capitalismo è la democrazia». Se infatti il capitalismo è in tilt, è solo dalla democrazia che potrà nascerà la nuova funzione economica: «E’ solo dalla civiltà, dalla civis, che può provenire l’emancipazione dalla barbarie».

Il Medio Oriente sopravviverà ai conflitti confessionali
by Karl Sharro

Se tutti gli architetti avessero la lucidità di Karl Sharro – di professione architetto - nel descrivere il Medio Oriente, quanti analisti si troverebbero senza lavoro? Qui di seguito una sua riflessione tesa a sfatare il mito che seduce molti giornalisti e osservatori, sedicenti esperti della regione: che le tensioni tra le comunità sunnite e sciite porteranno inevitabilmente alla frammentazione dell’area. Ciò non avverrà. Con buona pace di chi passa il tempo a invocare l’avvento dell’apocalisse. 

Krugman: ieri le armi di Saddam, oggi la fobia del debito

Quando si sente dire che “tutti” sostengono una certa politica, che si tratti di una guerra che si sceglie di fare o di austerità fiscale, ci si dovrebbe chiedere se “tutti” non significhi “tutti, tranne chi ha un parere diverso, ricordate quando Colin Powell ci ha rassicurato sull’esistenza delle armi di distruzione di massa irachene?

Gli Scontri per il Cibo Potrebbero Diventare la Nuova Normalità
di Nafeez Mosaddeq Ahmed

Il collegamento tra disuguaglianza che si rafforza, debito, cambi climatici, dipendenza da combustibili fossili e crisi globale del cibo è ora innegabile. Mentre la crescita della popolazione e dell'industria continua, la crisi alimentare potrà solo peggiorare. Se non facciamo qualcosa a riguardo, secondo un sorprendente nuovo documento della Royal Society, potremmo affrontare la prospettiva di un collasso della civiltà entro questo secolo.

Obama e Putin si spartiranno il Medio Oriente?
di Thierry Meyssan

In un articolo pubblicato il 26 gennaio in Russia, Thierry Meyssan espone il nuovo piano di partizione del Medio Oriente su cui lavorano la Casa Bianca e il Cremlino. L’interesse dell’articolo è che permette di capire le posizioni ambigue di Washington, che spingono i suoi alleati in una situazione di stallo, imponendo un nuovo ordine nel prossimo futuro, pena l’esclusione.

Cristiani d'Oriente sacrificati
di Mostafa El Ayoubi

"Mentre i movimenti islamici radicali sono indaffarati con la loro primavera politica, i cristiani del mondo arabo sono alle prese con un inverno burrascoso che rischia di decimarli. Cio’ a causa di un progetto neo-coloniale che punta a isolare l'iran"

L’islam politico è solubile nella democrazia?

di Samir Amin


Quali sono le politiche economiche e sociali dei partiti di ispirazione religiosa, come realizzano la democrazia, quali interessi serve la loro politica? Secondo Samir Amin, questi partiti sono falsamente islamisti, di fatto sono reazionari e antidemocratici. Per loro l’islam (o dio) risolverà tutti i problemi, proprio come per i neoliberali “il mercato risolverà correttamente tutti i problemi”

The calm before the storm
By Carol Malouf

Lebanon sits on shifting tectonic plates, and a political volcano is about to erupt.

L'irreversibile Primavera
di Riccardo Cristiano



Nonostante la controrivoluzione miliardaria, nonostante l'ostilità occidentale, nonostante gli errori, nonostante tutto la primavera è irreversibile. E chi non vuol vedere...

Cosa accade in Egitto e Tunisia
di Maurizio Musolino

Essere con i giovani tunisini ed egiziani vuol dire denunciare un Occidente che non vuole perdere il controllo delle ricchezze altrui: il neocolonialismo del XXI secolo

Le guerre asimmetriche, gli ostaggi, le spie
di Ennio Remondino

Il massacro in Algeria, primo effetto collaterale dell'avventura Mali. Ostaggi civili e agenti segreti, uno francese, ucciso in Somalia. Le scelte degli Stati e le guerre future.

Il doppio gioco di al-Azhar per islamizzare l'Egitto e mantenere il potere
di Samir Khalil Samir

Il più importante ateneo sunnita ha prima appoggiato i giovani della rivoluzione; ora sta coi Fratelli musulmani. Sharia e islam rassicurano la popolazione, che si fida solo degli imam, tutti formati da al-Azhar. La futura partita dei Fratelli musulmani e dello stesso islam si giocherà nei prossimi mesi su temi concreti: lavoro, economia, sviluppo.

Il Medio Oriente secondo Hezbollah
Ugo Tramballi intervista Ammar al-Musawi

Quel terrorismo che aiutate si rivolgerà verso altre direzioni. Come in Afghanistan. Ma la Siria non è a Tora Bora, è sulle rive del Mediterraneo vicino all’Europa ... Oggi in Libano il fenomeno estremista è in crescita: sia i salafiti locali che coloro arrivati da fuori. Ancora non ci preoccupano ma piano piano aumentano. Chi li vuole usare contro di noi commette un gravissimo errore: rischiano di non poterli controllare.

L’Impero in Declino
di Gilbert Achcar intervistato da David Finkel

Gilbert Achcar è docente alla Scuola di Studi Orientali e Africani dell’Università di Londra. Il suo libro più recente è Gli arabi e l’Olocausto. La guerra arabo-israeliana delle narrazioni. Il suo prossimo libro Il volere del popolo: un’indagine radicale della Rivolta Araba, è previsto in uscita nel giugno 2013.


Ennio Remondino

Tiranni amici e l'etica del petrolio
di Ennio Remondino

Intervento all'Onu del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, 25 settembre 2012. Il presidente Usa ha chiesto al mondo islamico nato dalla "primavera araba" di utilizzare la conquistata democrazia per garantire la libertà di pensiero e religione: «È dovere di ogni leader, di ogni nazione, parlare con forza contro la violenza e l'estremismo». In Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman, Qatar -tutti buoni amici e fedeli alleati economico-militari degli Usa- dovevano essere distratti.

Edgard Morin, il 2013, la sinistra e la dotta ignoranza degli esperti
di Umberto Mazzantini

«La riforma della conoscenza e del pensiero è un preliminare, necessario e non sufficiente, ad ogni rigenerazione e rinnovamento politico»

Edgar Morin