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Il Barhain contro l'anschluss saudita
di Kiwan Kiwan
L'incredibile idea di "unione" con i sauditi, senza consenso nè consultazione popolare, respinta dal popolo del Bahrain.
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Nabil Rajab, il presidente del Bahrain Centre of Human Rights. L’attivista per i diritti umani del piccolo regno della penisola arabica è stato arrestato nello scalo internazionale del Bahrain, subito dopo essere arrivato in aereo da Beirut. L'uomo rientrava nel proprio paese dopo aver rilasciato un’intervista a Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, per lo show "The World Tomorrow". Durante l’intervista, l’attivista del Bahrain ha denunciato le violenze e le torture che, da un anno e mezzo, l'opposizione sciita subisce per aver chiesto alla famiglia regnante, Al Khalifa, la riforma democratica della monarchia sunnita. |
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asianews.it - 05/05/2012 - Interpellato da AsiaNews, padre Rafic Greiche spiega che desta preoccupazione "la presenza nelle proteste al Cairo di ieri e dei giorni scorsi del fratello maggiore di Ayman al Zawahiri, attuale numero uno di al Qaeda". A questo si aggiunge la comparsa fra i manifestanti "si persone che, chiaramente, non somigliano agli egiziani, ma provengono da Paesi stranieri". Essi, continua il sacerdote, "lanciavano una sfida a Barack Obama e gridavano che Osama Bin Laden non è morto". Per il portavoce della Chiesa in Egitto "è evidente che i jihadisti cercano di trovare un posto nel quadro attuale", tanto che "in una moschea situata nelle adiacenze dell'area in cui si sono svolte le manifestazioni di ieri, sono state rinvenute munizioni e materiale militare, ben nascosto". Ed è ben noto a tutti, aggiunge p. Rafic, che "questa moschea appartiene al movimento dei salafiti". I militari erano "obbligati a intervenire", conclude, e la gente li ha sostenuti perché non vuole che "i jihadisti prendano il potere".
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Cairo, Polizia Militare Spara: 3 Morti e 100 Feriti
Gli scontri sono avvenuti a due giorni di distanza da altri incidenti nella stessa piazza con un bilancio ufficiale di 12 morti (almeno 20 secondo altre fonti) e centinaia di feriti. La tensione è alle stelle, tanto che il Consiglio Supremo delle Forze Armate la scorsa notte ha imposto il coprifuoco nella zona degli scontri che è terminato questa mattina alle 7.
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Un appello per Abdulhadi Al Khawaja, prima che sia troppo tardi
di Annalena Di Giovanni
Gli e’ stata data la condanna all’ergastolo per reato d’opinione. Ha smesso di mangiare che era febbraio. Per tutta risposta, le autorita’ hanno di nuovo posticipato il processo di un’altra settimana. I giorni passano. Prima era il giorno numero settantasette, ieri era il numero settantotto. Il bahrain, chi lo conosce, e poi di ingiustizie e’ pieno il mondo, e insomma tanto alla fine abdulhadi, questo Gandhi arabo, mica morira’ di sciopero della fame, perche’ di scioepro della fame non si muore mai, si vince.
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Marocco: Lo Sciopero della Fame Continua
di Ika Dano
Ezedine Errousi è diventato il simbolo del Movimento 20 febbraio e della lotta dei prigionieri politici marocchini. Studente all’università di Taza, arrestato il primo dicembre 2011 perché attivo nelle proteste iniziate il 20 febbraio scorso, è in sciopero della fame dal 19 dicembre 2011.
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AsiaNews/ Agenzie - 02/05/2012 - Bahrain, la polizia disperde con la violenza le manifestazioni del 1° maggio. Gas lacrimogeni e bombe assordanti contro migliaia di persone che in occasione del 1° maggio hanno marciato a Manama e per le strade dei villaggi sciiti del Bahrain. Essi chiedono il reintegro nel posto di lavoro da cui sono stati espulsi per aver partecipato alle proteste della Primavera araba. Negli scontri la polizia ha arrestato decine di dimostranti. Le manifestazioni sono state organizzate dal movimento dei giovani del 14 febbraio. Secondo il Bahrain Labaour Union, quasi 600 lavoratori protagonisti delle rivolte sono stati espulsi dalle aziende e dagli uffici pubblici.
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I tre giorni di rabbia proclamati dai giovani del Bahrain non hanno fermato il circo della Formula Uno ma senza dubbio hanno riproposto importanti interrogativi sull’organizzazione di eventi sportivi internazionali in paesi dove si violano i diritti umani e politici. Nena News
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Bahrain, la rivolta dimenticata
di Christian Elia
In questo articolo, non troverete neanche una riga sulla griglia di partenza e sull’ordine di arrivo del Gran Premio del Bahrain. In questo articolo, inoltre, non troverete neanche una riga sulle dichiarazioni dei leader politici occidentali sulla violenta repressione delle manifestazioni contro la monarchia del Bahrain.
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bahrainrights.org 21 apr 2012 - Today, at least 8 Bahraini women went to the site of Formula 1 grand prix to protest against the unjust detention of activist Abdulhadi Al Khawaja who has been on hunger strike for more than 70 days, which puts his life at great risk. The women were unarmed and peacefully protesting when they were arrested. Witnesses say that they were beaten up as well.
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nena-news - 21 aprile 2012 - Ieri si sono accesi regolarmente i motori, ma a pochi km di distanza hanno preso il via anche gli annunciati “tre giorni della rabbia” proclamati dai giovani della rivoluzione del 14 febbraio. Mentre i piloti giravano in pista, decine di migliaia di persone, 100 mila secondo gli organizzatori, sono scese in piazza a Manama, chiedendo «riforme e libertà».
La protesta ha riempito le strade di Budaiya, nella zona ovest della capitale. La polizia ha sparato granate assordanti e candelotti lacrimogeni sui dimostranti quando uno spezzone del corteo ha provato a raggiungere Piazza della Perla. Secondo l’attivista Nabeel Rajab, citata dalla Bbc, «la protesta sta avendo risalto internazionale grazie alla presenza dei media stranieri per la Formula 1, ma dopo la repressione continuerà e il mondo non vorrà più saperne del Bahrain».
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unita.it - 20 aprile 2012 - Anonymous ... «Per un anno il popolo del Bahrein ha lottato contro il regime oppressivo del re Hamad bin Al Khalifa. Sono stati assassinati per le strade, travolti dai veicoli, picchiati, torturati, colpiti da lanci di gas lacrimogeni anche nelle loro case, sequestrati dalla polizia. Le loro attività commerciali hanno subito atti vandalici dalla polizia. Ancora oggi il regime persiste a negare qualsiasi riforma e a usare tattiche di oppressione brutali e violente. La situazione dei diritti umani in Bahrein, già tragica, diventa più drastica giorno dopo giorno. Per questi mositi ci si dovrebbe fortemente opporre al Gran Premio del Bahrein. Il regime di Al Khalifa trae profitto dalla gara e usa pallottole vere contro i manifestanti. Hanno già cominciato a punire interi villaggi per le proteste e hanno promesso ingenti forme di denaro a chi contribuisce a mantenere l'ordine durante il Gran Premio».
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Abdulhadi Al-Khawaja |
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1 aprile 2012, Nena News - A poco più di un anno dalla caduta di Hosni Mubarak, si intravede all’orizzonte un Egitto dominato dalle forze che meno parteciparono alla sollevazione contro l’ex dittatore e ai difficili rapporti tra i rivoluzionari e la giunta militare. Uno sbocco ben descritto ieri da Mohammed El Baradei, sul suo profilo Twitter. «Gli egiziani hanno sacrificato le loro vite per la libertà e la dignità, non per l'autoritarismo militare o religioso, non per la tirannia di una maggioranza. È una situazione che spezza in cuore». Negli ultimi giorni, 24 membri della Costituente hanno dato le loro dimissioni in segno di protesta per la schiacciante presenza di esponenti islamici tra i 100 parlamentari, intellettuali ed esperti che dovranno scrivere la nuova Costituzione. Molte proteste si sono svolte al Cairo con i manifestanti che accusavano i Fratelli musulmani e i militari di essersi già accordati da tempo sul nuovo testo della Costituzione. Nena News
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Dan Rather Reports: Bahrain Revolution (video)
31 marzo 2012 - Nena News - I media italiani, a cominciare dal “servizio pubblico” Rai, ignorano la rivolta popolare in Bahrein nonostante la dura repressione attuata da re Hamad bin Isa al Khalifa protetto dall’Arabia saudita. I giornalisti americani, come Dan Rather, l’ex news anchor della Cbs, invece indagano su cio’ che accade nel piccolo arcipelago del Golfo.
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“Rivoluzioni Spa”, i retroscena della Primavera araba: gli Usa dietro le rivolte 2.0
L'inchiesta di Alfredo Macchi, da oggi nelle librerie, svela documenti inediti di centri di addestramento, tra cui una scuola a Belgrado, voluti e finanziati dagli Stati Uniti per "aiutare a superare le censure dei regimi, rimanendo anonimi, e fare attività politica tramite i social network"
Primavera araba a stelle e strisce
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Iraq: Caccia agli Emo
di Eleonora Vio
Le prime preoccupazioni di un Iraq al tracollo non sono moderazione tra le parti, lotta alla corruzione, riabilitazione di malandate infrastrutture: sbarazzarsi di ragazzini dall’eccentrico aspetto e gusti musicali discutibili è la nuova sintomatica priorità.
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eilmensile.it - 13 marzo 2012 - Due giovani sono stati rapiti questa mattina ad al-Kut, città del sud-est dell’Iraq, lo hanno riferito alcuni testimoni all’agenzia Dpa. La loro unica colpa è seguire la moda “emo”. Si legge in un comunicato del ministero citato dalla tv al-Arabiya.: - Il fenomeno emo, dei seguaci di Satana, deve essere indagato dalla polizia religiosa, che è autorizzata a eliminarlo al più presto perchè colpisce la società e può diventare un pericolo ... Indossano vestiti strani e stretti, decorati con teschi prosegue ancora Usano articoli di cancelleria a forma di teschio e portano anelli al naso e alla lingua, oltre a svolgere strane attività. - In realtà gli emo-core, o abbreviato emo, sono semplicemente seguaci di un genere musicale che prevede anche uno stile di vita e un look particolari.
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"Spero un giorno di poter tornare in Bahrein, in un Bahrein libero e democratico" di Marta Ghezzi
Intervista a Huwaida Arraf, attivista di Witness Bahrain, arrestata a Manama l'11 febbraio: "Se ti stai chiedendo se io, o i miei colleghi, ritorneremo in Bahrein, credo d'essere ufficialmente stata messa al bando dal regime, e lo stesso vale per i miei colleghi espulsi (11 in totale). Comunque, non smetteremo di assicurare, solidarietà e supporto a tutti quelli che rischieranno le loro vite per la libertà, i diritti umani e la democrazia. E spero un giorno di poter tornare in un Bahrein libero e democratico".
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Bahrain, Fuori Onu e Amnesty dal Paese
di Giorgia Grifoni
Posticipata di quattro mesi la visita degli ispettori delle Nazione Unite a Manama. La nuova legislazione concede alle organizzazioni internazionali solo 5 giorni di tempo perr visitare il Paese. E nelle strade si continua a manifestare ogni giorno contro la monarchia assoluta
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ilmondodiannibale.globalist.it - 29 febbraio 2012 - Aprendo i lavori Riccardi ha detto che i giornali nostrani "parlano molto di quel che accade nel Medio Oriente, ma sovente in modo arrogante, con i toni di chi sa tutto e prevede tutto, valuta tutti e insegna cosa va e cosa no". E invece, ha detto il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, "ci vorrebbe più umiltà. L'umiltà di chi vuole capire, di chi si rende conto di assistere ad un evento epocale, storico, l'umiltà di chi non si sente superiore, ma segue con rispetto le vite, le sollevazioni, le rivendicazioni, i drammi di milioni di uomini".
Da tutto questo il Mediterraneo uscirà profondamente cambiato, difficilmente potrà tornare indietro. L'umiltà di chi lo segue nella sua ricerca di un futuro diverso potrebbe aiutare a renderlo migliore.
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Yemen, l’Elezione Forzata. Hadi in Carica da Sabato
di Giorgia Grifoni
L'affluenza è stata del 60 per cento. Ha vinto Hadi, unico candidato, tra boicottaggi e violenze. E mentre alcuni si interrogano sulle modalità della transizione, il mondo plaude al nuovo, vecchio Yemen democratico.
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repubblica.it - 21 febbraio 2012 - Yemen, malnutrizione e povertà
nel paese sempre più instabile Oggi le elezioni. L'atmosfera è sospesa e carica di tensione, in una nazione spaccata in tante frazioni e in piena crisi economica. Manca la luce elettrica, che è garantita solo 2-3 ore al giorno, il petrolio è raddoppiato da luglio e ci sono 100 mila persone che hanno abbandonato le loro case. Il racconto di un capo missione di INTERSOS
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La rivoluzione di al-Azhar.
L'Università Islamica di al-Azhar vara un documento sulle libertà. Rottura frontale con oscurantismo, autoritarsimo e discriminazione.
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Amnesty: In Libia Regnano Impunità, Vendetta e Tortura
di Tommaso Di Francesco
A un anno dalla rivolta contro Gheddafi le milizie fuori controllo minacciano il futuro e nel paese regnano l'illegalita' e la violenza con l'avallo del Cnt. Parla Donatella Rovera, responsabile per le crisi e i conflitti di Amnesty
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aljazeera.com - 14 Feb 2012 - Security forces in Bahrain have fired tear gas at protesters attempting to march to the landmark Pearl roundabout in the capital, Manama, on the one-year anniversary of the beginning of anti-government demonstrations, hundreds of protesters attempting to occupy the roundabout which became the epicentre of weeks of protests last year by the Gulf island's Shia majority against the ruling Sunni dynasty. Protesters marched from Sanabis, Deih and Jidhafs, which lie a few kilometres to the west of Manama, despite police warnings that protests would be dispersed, witnesses said. "All of us are returning"
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Il mondo di Annibale - lunedì 30 gennaio - Sciopero della fame in Bahrain di kiwan kiwan - I militanti dell'opposizione arrestati nel Bahrain a causa del loro coinvolgimento nelle manifestazioni anti-governative nel 2011 hanno annunciato uno sciopero della fame per protestare contro la repressione esercitata nei confronti del movimento di protesta.
Il Presidente della Società dei Giovani per i Diritti Umani del Bahrain, Almskata Mohammed, ha detto che i detenuti " questa sera (ieri, ndr) assumeranno l'ultimo pasto" prima dell'inizio dello sciopero della fame.
In concomitanza con l'annuncio dello sciopero il governo ha deciso dopo di inasprire le punizioni e le condanne nei confronti di chi svolge incitamenti contro la polizia , con la reclusione fino a 15 anni.
La situazione nel Golfo Persico si deteriora sempre di più, la tensione con l?Iran è alle stelle, così i sauditi autorizzano i loro amici al potere nel Bahrain a usare maniere ancora più forti. E non saranno certo gli americani a obiettare.
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